Meta: appello a YouTube e TikTok per la salvaguardia coi minori

Meta firma l’accordo miliardario con gli Stati americani dopo le accuse di creare dipendenza tra i minori e lancia l’appello agli altri social media: “non possiamo fare da soli”
Gli uffici di Meta (©Meta)

Un accordo miliardario e una serie di limitazioni d’uso per proteggere i minori dalla dipendenza. E, al contempo, un appello alla concorrenza. Si conclude così il processo intentato a Meta da 52 procuratori generali in rappresentanza di Stati e territori Usa, insieme al Distretto di Colombia, che avevano accusato il colosso di Mark Zuckerberg di creare dipendenza da social media tra i minori proprio grazie all’infrastruttura dei suoi social (Instagram e Facebook). Con il patteggiamento, quindi, non potrà essere provato (o confutato) il funzionamento dei social media e la loro influenza sulla salute mentale dei minori. Sul tavolo, invece, un versamento miliardario e un impegno a modificare il funzionamento delle app, con un appello anche ad altri social concorrenti.

IL PATTEGGIAMENTO: DAI SOLDI ALLE NUOVE FUNZIONALITÁ
Meta, dunque, si è impegnata a versare 18 miliardi di dollari (con versamenti annuali su un periodo di almeno 10 anni) per finanziare iniziative a sostegno della sicurezza online dei giovani, e si è impegnata a introdurre una serie di feature per arginare l’uso tra i minori: limite d’uso di due ore al giorno, spegnimento di default delle app la notte (Night mode), nessuna notifica durante le ore scolastiche (School Mode), nuovi prompt e notifiche ogni 15 minuti per evitare l’uso continuativo e nuovi controlli per incrementare il controllo genitoriale. Inoltre, i minori potranno scegliere un feed non-algoritmico come default (quindi non personalizzato dai sistemi di raccomandazione Meta). Sarà inoltre possibile spegnere l’autoplay e verranno nascosti i numeri dei like e reazioni ai post di default. Viene inoltre bloccata la possibilità di usare filtri estetici. Un ulteriore impegno riguarda il rafforzamento degli investimenti nella tecnologia per individuare account per gli under13 e identificare quelli di utenti tra i 13 e 17 anni, assicurandosi che il design sia adatto alla loro età.

META NON VUOLE STARE SOLA: APPELLO A YOUTUBE E TIKTOK
Meta, però, non verserà tutti i 18 miliardi pattuiti. Il gruppo di Mark Zuckerberg si è impegnato a versare circa il 70% di tale cifra (12,7 miliardi di dollari) vincolando il restante 30% (5,3 miliardi) alla collaborazione di YouTube e TikTok.

«Vogliamo assicurarci che i giovani traggano beneficio dai nuovi standard, ma non possiamo farlo da soli. Queste protezioni saranno davvero efficaci soltanto se lavoreremo coi nostri pari – TikTok e YouTube – per attivare queste misure», scrive Meta in una lettera aperta ai suoi concorrenti. «Tutte le piattaforme dovrebbero aiutare i genitori e supportare i giovani in questi modi perché sappiamo che quando i ragazzi trovano limitazioni su una app, si spostano su un’altra. Per far si che avvenga un progresso significativo, sollecitiamo i nostri pari a fare altrettanto».

Meta chiede dunque che anche YouTube e TikTok si impegnino a implementare le modifiche individuate, in particolare il limite di consumo giornaliero di un’ora, il Night Mode e le misure di riconoscimento dell’età. È stato inoltre richiesto che YouTube e TikTok versino ciascuno un importo pari al 30% della cifra stabilita.

La collaborazione delle piattaforme influirà anche sulla prima parte dell’accordo: «La maggior parte delle condizioni dovrà rimanere in vigore per 10 anni, ma le nostre funzioni “Limite di tempo” e “Modalità notturna” partiranno con un impegno quinquennale. Tuttavia, se gli operatori del settore aderiranno all’accordo, tale impegno verrà esteso a 10 anni e verranno introdotti limiti predefiniti più rigorosi: il “Limite giornaliero” verrà ridotto a un’ora per app e l’orario della “Modalità notturna” verrà esteso dalle 22:00 alle 7:00 (invece che da mezzanotte alle 6:00)».

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