«Ci sono sprechi da eliminare, abbiamo già iniziato. Faremo una riflessione molto seria anche sui diritti sportivi. Certe cifre folli non ce le possiamo permettere». È quello che ha dichiarato il dg Rai, Mauro Masi, in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica” nel giorno di avvio del referendum indetto dal sindacato dei giornalisti (Usigrai) per costringerlo alle dimissioni. Masi ha non solo ribadito di non temere i risultati della consultazione, ma di essere intenzionato a centrare due obiettivi primari per la Rai: il risanamento dei conti aziendali e il mantenimento dei livelli occupazionali. Una strada per raggiungere questo scopo, potrebbe essere, secondo quanto dichiarato dal dg, un taglio ai diritti sportivi e dunque alle partite di calcio. Non solo, Masi ha sottolineato di voler applicare sul serio le regole del contraddittorio e del pluralismo e di porre piena fiducia nel lavoro del cda, sia per quanto concerne il pacchetto di nomine, ancora da votare, sia per quel che riguarda lo sciopero dei dipendenti previsto per dicembre. «Un bilancio sano» -ha aggiunto Masi- «va in parallelo con un riequilibrio delle voci in tv nei programmi di informazione». Per quanto riguarda la mozione presentata dal gruppo parlamentare Futuro e Libertà, Masi ha invitato i deputati finiani a guardare i palinsesti Rai, dove non solo viene garantito il pluralismo, ma è evidente una vittoria sul piano degli ascolti. Cenni da parte del dg anche alla trasmissione “Vieni via con me” di Fabio Fazio e al calo negli ascolti dell’editoriale di Augusto Minzolini: Roberto Saviano dovrebbe rispettare le regole aziendali, i tg Rai starebbero pagando la nuova grande offerta dei canali digitali.
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