Il mondo delle tv locali lancia l’allarme dopo la scoperta dell’emendo governativo alla Legge di Bilancio, che taglia di 20 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 le risorse destinate all’emittenza radiofonica e televisiva locale.
«La relazione tecnica chiarisce che l’incremento complessivo del Fondo per il pluralismo è ottenuto a vantaggio esclusivo del comparto della carta stampata, mentre le emittenti locali subiscono un taglio strutturale, in un momento già segnato da forti difficoltà economiche e da una concorrenza impari con grandi operatori nazionali e piattaforme globali», scrivono in un comunicato congiunto le Associazioni Confindustria Radio Televisioni – TV Locali, AERANTI-CORALLO e ALPI. Le associazioni hanno chiesto la modifica immediata dell’emendamento e il ripristino delle risorse tagliate. Allarme anche per la «previsione che consente al Presidente del Consiglio dei ministri di rimodulare il riparto del Fondo con decreto, escludendo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, titolare delle competenze sul settore radiotelevisivo locale. Una scelta che introduce instabilità, incertezza e marginalizzazione istituzionale del comparto». E, che, inoltre, sarebbe in contraddizione con le dichiarazioni del Ministro Adolfo Urso il 29 luglio 2025, che all’epoca aveva assicurato la continuità delle risorse per le emittenti locali anche nella prossima Legge di Bilancio.
Fanno eco le dichiarazioni di Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni: «Ancora una volta, ad ogni occasione utile, si tenta di sacrificare un asset fondamentale per il pluralismo democratico del sistema Paese, perpetrando un danno incalcolabile a un settore vitale per la nostra democrazia e per i valori che essa incarna». «Chiediamo con forza al Governo e al Parlamento di rivedere immediatamente questa scelta. Non si può chiedere all’informazione locale di essere l’ancora del pluralismo, la sentinella del territorio e la voce dei cittadini, per poi privarla sistematicamente degli strumenti minimi per mantenere vivo l’art.21 della Costituzione, anche alla luce di quanto stiamo denunciando con riferimento al prelievo colonialistico di risorse da parte degli OTT. Tutelare e valorizzate l’emittenza locale non è un costo, ma un investimento essenziale nella democrazia del Paese».
© RIPRODUZIONE RISERVATAIn caso di citazione si prega di citare e linkare tivubiz.it

©pixabay




