«Ringraziamo i 303 parlamentari che con il loro voto hanno decretato la riduzione del 75% dei fondi destinati al 5 per mille, passati dai già risicati 400mln dell’anno scorso ai risibili 100mln dell’attuale manovra». È quello che si legge in una nota di polemica di Andrea Oliviero, portavoce del Forum del Terzo Settore contro la maggioranza per la approvazione della legge di stabilità. Insorge così anche il mondo del volontariato contro il maxi emendamento del governo che ha reinserito il 5 per mille, ma ridotto a un quarto, cioè a un tetto di 100mln anziché di 400mln come in passato. D’accordo con il terzo settore è Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera (Pdl) e uno dei sostenitori più combattivi del 5 per mille all’interno del parlamento: le proteste del mondo delle associazioni e del volontariato per quei 300mln di euro mancanti sono da considerare anche acosto di negare le risorse previste per le tv locali. Non solo, Lupi si è dichiarato certo che la spinta bipartisan proveniente dal parlamento porterà a un successo annunciando inoltre le rassicurazioni di Giulio Tremonti, ministro dell’economia, e di Luigi Casero, sottosegretario all’economia, che si sono impegnati a stanziare nei prossimi mesi le risorse mancanti.
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