Legge cinema: le norme per l’audiovisivo

Dal Forum all’Agenzia del cinema e dell'audiovisivo: ecco una breve panoramica delle novità introdotte dalla nuova Legge cinema approvata alla Camera
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Il Testo unico di riforma del cinema e audiovisivo, approvato ieri dalla Camera dei deputati (qui potete vedere il video) introduce una serie di novità per la gestione delle risorse destinate al settore e per valorizzarne lo sviluppo. In attesa del passaggio al Senato, ecco una breve panoramica delle principali novità introdotte.

Forum del cinema e dell’audiovisivo (Articolo 2)

Il Forum è un «organo permanente di consultazione, di analisi e di partecipazione dei soggetti appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo nell’elaborazione, nell’attuazione e nel monitoraggio delle politiche pubbliche in materia di cinema e audiovisivo». Ha compiti di consulenza e supporto strategico nei confronti del MiC e della nuova Agenzia per il cinema e l’audiovisivo, occupandosi, per esempio, di analisi del settore e di valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche, formulazione di proposte sugli indirizzi generali del settore e sugli strumenti di intervento pubblico, monitoraggio dell’impatto delle tecnologie digitali e dei sistemi di intelligenza artificiale sul settore.

Sarà composto da otto esperti del settore cinematografico e audiovisivo «di comprovata esperienza e competenza professionale, anche in ambito giuridico, economico, amministrativo e gestionale», su nomina del Ministro della cultura (che nomina anche il presidente) «nel rispetto del principio dell’equilibrio di genere». La carica sarà triennale e non prevede compensi («Ai componenti non spettano gettoni di presenza, compensi, indennità, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati».

Agenzia per il cinema e l’audiovisivo (Articolo 3)

Cos’è l’Agenzia
L’Agenzia verrà istituita «a decorrere dal 1° gennaio 2028»: si tratta di un «ente pubblico non economico dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale». All’Agenzia sono trasferite le funzioni di gestione, operative e di attuazione in materia di cinema e audiovisivo attribuite al Ministero della cultura e in particolare quelle quelle esercitate dalla Direzione generale cinema e audiovisivo. Restano riservate al MiC le funzioni in materia di indirizzo politico, di vigilanza strategica e ispettive.

I compiti dell’Agenzia
L’Agenzia dovrà progettare, gestire e attuale le politiche pubbliche per lo sviluppo e il sostegno del settore cinematografico e audiovisivo, gli interventi e delle azioni pubbliche per la crescita e l’allargamento dell’offerta e della domanda di cinema e di audiovisivo, compresa la gestione dei fondi e delle risorse stanziate nel bilancio dello Stato e le azioni e accordi per favorire l’accesso al credito da parte delle imprese del settore. Avrà inoltre compito di coordinamento delle iniziative delle pubbliche amministrazioni competenti e degli enti operanti nel settore (anche in ottica Europea). Si occuperà inoltre di coordinamento delle iniziative delle pubbliche amministrazioni competenti e degli enti operanti nel settore e di attività di studio e ricerca; con essa si coordineranno la Film Commissioni. Sempre all’Agenzia spetterà il compito di istituire un osservatorio dedicato al settore del cinema e dell’audiovisivo e un osservatorio permanente sull’intelligenza artificiale applicata al settore del cinema e dell’audiovisivo.

La composizione
L’Agenzia sarà composta da un direttore, il consiglio di amministrazione (cinque membri di cui due scelti dal MiC) e il collegio dei revisori dei conti (tre membri effettivi e due supplenti). Il direttore nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della cultura. Il direttore, o la direttrice, avrà incarico triennale, potrà essere confermato solo una volta e il suo incarico sarà «incompatibile con altri impieghi pubblici o privati e con lo svolgimento di qualsiasi attività professionale». Non potrà svolgere incarichi professionali, di consulenza o direzione nel settore audiovisivo e cinematografico o di «diretta collaborazione politica» per i successivi tre anni dal termine dell’incarico. All’Agenzia verranno trasferiti una parte dei lavoratori della Direzione generale cinema e audiovisivo (non più del 60%) con conseguenze riduzione delle dotazioni organiche del Ministero.

Commissione per la valutazione delle opere e dei progetti cinematografici e audiovisivi (Articolo 11)

La Commissione viene istituita presso l’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo e ha il compito di valutare i progetti «in base alla qualità artistica e al valore culturale dell’opera o del progetto da realizzare», con possibilità di svolgere audizioni con i soggetti che hanno presentato domand adi accesso ai contributi. . È composta da 20 esperti che resteranno in carica un anno e potranno ripresentare la propria candidatura dopo tre anni dalla data di cessazione dell’ultimo incarico. Gli incontri hanno una cadenza almeno bimestrale.

RISORSE E SVILUPPO IN TV

A 24 mesi dalla data in vigore della legge, il Governo dovrà lavorare ai decreti legislativi «per la riforma, il coordinamento e il riordino della disciplina del cinema e dell’audiovisivo» (Articolo 4). Questi prevedono, tra gli altri, la creazione di un «Polo nazionale del cinema e dell’audiovisivo con il coinvolgimento delle amministrazioni statali competenti in materia di cinema e audiovisivo, della società Cinecittà Spa e del Centro sperimentale di cinematografia» e l’introduzione di una «programmazione triennale del settore del cinema e dell’audiovisivo» adottata dal MiC (sentito il Forum) e aggiornata annualmente, «che individui gli obiettivi, le linee di intervento e la ripartizione pluriennale delle risorse disponibili, indicando per ciascuna linea l’ammontare stanziato, le finestre temporali di presentazione delle domande e i termini certi di conclusione dei procedimenti e di erogazione dei contributi».

Verrà inoltre affidata a un «intermediario bancario» la gestione di tesoreria del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo e verrà introdotta la figura del del «responsabile per i crediti d’imposta», a fini di trasparenza. Le deleghe si occuperanno anche del potenziamento dei «sistemi di verifica, di monitoraggio e di controllo dei contributi pubblici assegnati e degli incentivi fiscali riconosciuti, nonché dei costi ammissibili e degli altri indicatori economici rilevanti ai fini della concessione dei contributi e incentivi medesimi». Si sottolinea inoltre la necessità di garantire il rispetto dei requisiti di accessibilità e di fruizione, «potenziando i relativi sistemi di verifica, di monitoraggio e di controllo».

Ulteriore area di intervento, la creazione di una specifica fascia di tutela per le opere cinematografiche e audiovisive destinate alla diffusione televisiva e nella rete internet con un costo di produzione inferiore a 1,5 milioni di euro, «individuando criteri di accesso al credito d’imposta differenziati, semplificati e coerenti con la reale sostenibilità economica delle medesime opere» (Art. 4.2.mmm).

I decreti finalizzati all’istituzione di strumenti di accesso al credito e al sostegno finanziario dovranno essere adottati entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Testo (Art. 7).

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