Le star Usa si alleano per difendersi dall’intelligenza artificiale

Nasce Creators Coalition on AI (CCAI), organizzazione “agnostica” per un uso responsabile dell’IA nell’industria dell’intrattenimento e nelle comunità creative
Natasha Lyonne (Photo by Axelle/Bauer-Griffin/FilmMagic)

Ci sono talent del calibro di Joseph Gordon-Levitt (Snowden, (500) giorni insieme), Natasha Lyonne (Orange Is the New Black, Russian Doll) e Daniel Kwan (co-regista di Everything Everywhere All at Once) tra i fondatori di CCAI – Creators Coalition on AI, un’organizzazione che si definisce «agnostica», nata dalla «necessità di un punto di riferimento centrale per discussioni intersettoriali sull’impatto dell’intelligenza artificiale nell’industria dell’intrattenimento». Non si tratta, spiegano gli associati, «di un rigetto completo dell’intelligenza artificiale», bensì di «un impegno a un’innovazione responsabile, che metta al centro l’umano».

L’idea è quella di creare un’AI Advisory Committee per stabilire degli standard e definizioni condivise, tutele etiche e artistiche, guidati da quattro principi chiave:

  1. Trasparenza, consenso e compensazione per dati e contenuti
  2. Protezione dei posti di lavoro e piani di transizione
  3. Barriere contro deepfake e abusi
  4. Salvaguardia del lato umano nel processo creativo

I firmatari includono membri dei pinricpali sindacati delle industrie creative, come WGA, SAG-AFTRA e DGA, così come artisti indipendenti, manager e tecnici. Tra loro figurano Natalie Portman, Cate Blanchett, Kristen Stewart, Guillermo Del Toro, Aaron Sorkin, Lilly Wachowski, Taika Waititi e RZA.

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