Le sedi Rai nel piano tagli di Cottarelli

La Rai può operare qualche ulteriore risparmio: lo ha dichiarato ieri il commissario straordinario per la revisione della Spesa, Carlo Cottarelli, illustrando il piano di “spending review” in un’audizione in commissione Bilancio in Senato: 33 azioni o gruppi di azioni, alcune applicabili immediatamente nel 2014 (per un risparmio di tre miliardi) e altre che, pur iniziando quest’anno, avranno effetti sulla spesa a partire dal 2015 e 2016 (per risparmi rispettivamente di 18 e 34 miliardi). In particolare, il commissario ha suggerito un taglio alle sedi regionali: «Per legge deve avere sedi in tutte le Regioni, ma potrebbe benissimo coprire l’informazione regionale senza avere sedi». Immediata la risposta dell’Usigrai, l’Unione sindacale giornalisti Rai, che ha definito quella di Cottarelli una dichiarazione «gravissima»: «Che competenza ha Cottarelli per sapere come si possa fare informazione regionale?», si legge in una nota. Anzi, secondo il sindacato le redazioni regionali dovrebbero invece essere rafforzate, in quanto pilastro del servizio pubblico, indispensabile per fare informazione da e per il territorio. Non è la prima volta che le 25 sedi regionali vengono coinvolte nel dibattito sulla razionalizzazione dei costi Rai; lo scorso dicembre ne aveva parlato anche Milena Gabanelli in un articolo sul “Corriere della sera” (“Tutto quello che non ha fatto la politica del «noi faremo») proponendo una riduzione e di sostituire le redazioni con piccoli nuclei che utilizzassero collaboratori sul posto in caso di eventi particolari in sinergia con RaiNews24.

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