L’attesa può uccidere la serialità

Il periodo che intercorre tra una stagione e l’altra incide sull’interesse e la fidelizzazione delle audience, con conseguenze per il successo di uno show. I dati Luminate sul pubblico USA
Un'immagine della seconda stagione di Wednesday/ Mercoledì (Cr. Helen Sloan/Netflix © 2025)

Gli appassionati di serialità lo hanno in qualche modo tutti sperimentato personalmente: aspettare troppo tra una stagione e l’altra incide sull’interesse sul titolo stesso. L’ultimo report della società Usa Luminate (Release Strategies for Music & TV) evidenzia proprio questo: se il tempo tra una stagione e l’altra supera l’anno e mezzo l’audience statunitense è destinata a contrarsi.

Uno degli esempi più evidenti è Wednesday (Mercoledì). L’intervallo tra la prima e la seconda stagione è stato di 2,75 anni: le visualizzazioni stimate (dati USA, ricordiamo) si sono ridotte del 59% nelle prime 12 settimane dalla messa a disposizione. Con due anni di attesa dalla prima, la seconda stagione di The Lord of the Rings: the Rings of Powers ha perso il 57% delle visualizzazioni.

Interessante anche il dato di Bridgerton: con un intervallo di 2 anni tra la seconda e la terza stagione il calo delle visualizzazioni è stato del 7% (24,1 milioni di view stimate); sono passati invece 1,75 anni dalla release della quarta stagione, tradottasi in una flessione del 20% sulla terza (19,4 milioni di view stimate negli Usa).

©Luminate

La calendarizzazione della serialità (soprattutto in streaming) non è un tema nuovo: in primavera Ampere Analysis aveva rilevato che dal 2020 al 2025 la distanza tra il rilascio di una stagione e l’altra sui principali streamer globali (Prime Video, Apple TV, Disney+, HBO Max, Hulu, Netflix, Paramount+, Peacock) è aumentato da 12 a 21 mesi.

Luminate evidenzia che proprio un ritorno a una calendarizzazione annuale (quella del palinsesto lineare, a ben vedere) ha invece benefici sui risultati. The Pitt ha per esempio visto un incremento del 132% (15,8 milioni di view negli Usa) programmando a un anno di distanza dalla prima la seconda stagione. Love Island Usa 7 è cresciuto del 96%: per Luminate questo è segno che anche l’unscripted ha bisogno di appuntamenti ben definiti. Le piattaforme Svod hanno tentato infatti di proporre più stagioni in uno stesso anno, con il rischio di sovraesporre il contenuto e quindi inflazionarlo. L’esempio è Love Is Blind US, di cui Netflix ha proposto due stagioni per ogni anno: le visualizzazioni (prime sei settimane di presenza) sono via via diminuite.

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