Presentazione romana per l’Annuario 2025 della Televisione italiana “Le sfide dello streamcasting”, realizzato dal Ce.R.T.A., Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in collaborazione con Auditel, Adjinn, APA (Associazione Produttori Audiovisivi), Confindustria Radio Televisioni, Comscore, eMedia, Ipsos, Nielsen, Sensemakers, UPA (Utenti Pubblicità Associati), e con il patrocinio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM). L’evento si è tenuto oggi, martedì 10 febbraio, presso la Camera dei Deputati, nel corso dell’evento “Le sfide dello streamcasting” (dopo la presentazione milanese di dicembre).
Il consumo di TV “tiene” nel confronto con la scorsa stagione, grazie al contributo dei device diversi dal televisore tradizionale: da settembre 2024 a maggio 2025 il consumo medio in Total Audience è di 8.730.000 spettatori medi nel giorno medio, con una differenza di solo 100mila spettatori rispetto all’anno precedente (-1,2%). La tv lineare registra quasi 3 ore 20 minuti di media al giorno di consumo, per oltre 35 milioni di contatti e un ascolto medio che nel corso del giorno supera i 7,6 milioni di spettatori nel 2025 (1° gennaio-31 dicembre). La tv, dunque, «resta al centro del sistema mediale nazionale».
Il cosiddetto ascolto non riconosciuto, quello che misura l’insieme dei servizi di streaming (ma anche altri fenomeni come il browsing o il gaming) resta sostanzialmente stabile negli anni, fermo ora a poco più di 1,7 milioni di spettatori medi nel giorno (anno solare 2025). Il quadro non cambia per la prima serata, con oltre 17,7 milioni di spettatori medi per i canali TV, e quasi 3,9 milioni per l’insieme degli ascolti non riconosciuti (di nuovo, servizi streaming, gaming, browsing…).
Sul fronte dei contenuti, il macro-genere dell’unscripted continua a crescere sulla tv lineare in termini di produzioni: nella stagione 2024-25, i contenuti originali di intrattenimento hanno fatto registrare un incremento sia in titoli (+6%) che nelle ore (+3%). In calo, invece, le ore di unscripted per i servizi OTT, con un -7% rispetto alla stagione precedente. Positivo l’impatto della produzione indipendente, in crescita nel lineare, sia in titoli (+4%) che in ore (+7%), con un +9% nel prime time e +16% nel daytime. La stagione 2024-25 segna l’esordio di alcune tra le produzioni scripted italiane più costose di sempre. Il costo complessivo dell’offerta originale supera 894 milioni di euro (+15% sul 2023-24), con un costo medio per minuto che supera i 27mila euro (+26%). Cresce la componente free, che raggiunge 498 milioni di euro (+23%) con un costo medio di circa 19mila euro al minuto (+27%), mentre la pay registra un aumento più contenuto (+7%, 396 milioni), ma con un balzo del costo unitario a oltre 57mila euro al minuto (+38%). A trainare verso l’alto i valori produttivi sono le grandi produzioni premium e le co-produzioni internazionali in costume.
Con più di 9.300 ore complessive di notiziari, rubriche e speciali, il comparto delle news torna a crescere. Aumentano soprattutto le ore degli “speciali” informativi, che arrivano a circa 309 ore (+140%) e la programmazione di eventi sportivi “in chiaro” con 920 ore complessive (+2%).
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La presentazione dell'Annuario 2025 della televisione italiana (di CeRTA)




