La politica ha interrotto la trattativa Rai con Crozza

Il caso Crozza è solo l’ultimo esempio di un’anomalia italiana caratterizzata da intromissioni nelle normali regole della concorrenza. Questo, in sostanza, quanto dichiarato dal dg Luigi Gubitosi ieri in commissione di Vigilanza spiegando che l’interruzione della trattativa con il comico genovese è dovuta alla tensione creata dalla polemiche sui compensi. «Lasciateci competere senza interferenze», ha chiesto. Il dg ha ribadito che il costo della serata sarebbe stato completamente ripagato dalla pubblicità (secondo alcune stime, lo show avrebbe avuto un costo di 450mila euro a puntata contro gli 800mila di media su RaiUno), aggiungendo: «Un paese che ha paura della satira è un paese in difficoltà morale». Gubitosi, che ieri è stato inoltre ascoltato in procura a Roma nell’ambito dell’inchiesta sugli straordinari concessi ad alcuni giornalisti del Tg1, è tornato inoltre sulla questione della pubblicazione dei compensi di star e dirigenti. Secondo il dg questa mossa potrebbe ridurre la capacità di Viale Mazzini di trattenere risorse, mettendola in difficoltà da un punto di vista concorrenziale. L’intervento di Gubitosi in commissione è stato definito da Renato Brunetta (Pdl) inaccettabile, una «mancanza di rispetto». Dalla sua parte, Minzolini, Gasparri e il senatore leghista Gian Marco Centinaio. Brunetta ha chiesto la presidente Fico una convocazione ad hoc della commissione.

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