La Germania introduce obblighi di investimento per tv e streamer

Coinvolti sia gli streamer che i grandi broadcaster: dovranno essere investiti nell’industria audiovisiva tedesca l’8% dei ricavi annuali
Wolfram Weimer, ministro dellan Cultura tedesca (BKM/Kay Herschelmann)

Anche la Germania è pronta a introdurre obblighi di investimento per la produzione audiovisiva locale. Lo ha annunciato Wolfram Weimer, Staatsminister für Kultur und Medien (ministro della Cultura).

Gli obblighi di investimento sono destinati alle piattaforme streamer e ai broadcaster tv, che dovranno investire almeno l’8% del fatturato netto annuo (una cifra superiore alla media europea) realizzato in Germania nell’industria locale. Verranno definite le specifiche per il tipo di investimento, sottoquote per i contenuti in lingua tedesca, nuove opere e un’equa ripartizione dei diritti dei produttori indipendenti. La nuova regolamentazione prevede anche un incremento degli investimenti su base volontaria: se i player decidessero di investire una quota pari al 12% o superiore potranno giovare di deroghe a specifiche disposizioni di legge.

Questo dovrebbe garantire che i soggetti contribuiscano «al finanziamento delle produzioni tedesche ed europee in misura proporzionale alla loro forza di mercato».  La riforma punta a stimolare l’audiovisivo tedesco aumentando le produzioni e di conseguenza l’occupazione per tutta la catena di valore. Secondo la stampa tedesca, la nuova legge dovrebbe essere approvata prima di aprile.  Inoltre, il Governo ha deciso di incrementare i finanziamenti per la produzione cinematografica, che salgono a 250 milioni di euro l’anno.

Contraria alla riforma l’associazione dei media privati Vaunet: «è una grande delusione per il settore dei media e ignora gli impegni già assunti dai fornitori di servizi di streaming. In questo modo si rinuncia a una soluzione rapida e non burocratica». Parla invece di «compromesso solido» l’associazione dei produttori Produktions Allianz: «I produttori hanno auspicato un contributo maggiore attraverso la quota di investimento, i piani attuali garantiscono stabilità e lasciano spazio allo sviluppo futuro».

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