Paramount pubblica la prima trimestrale post-fusione

Il gruppo prevede 30 miliardi di dollari di ricavi nel 2026; per Paramount+ 79,1 milioni di abbonati
La sede di Paramount Global aTimes Square, New York City. (Photo by Michael M. Santiago/Getty Images)

Paramount pubblica la sua prima trimestrale post-fusione con Skydance ((Q3 2025). I ricavi pro forma ammontano a 6,7 miliardi di dollari, stabili rispetto al terzo trimestre 2024. Risultano in crescita i ricavi DTC: +17%, grazie a un incremento del 24% dei ricavi di Paramount+ che vale l’80% delle attività direct-to-consumer di Paramount.

In flessione invece i ricavi delle attività TV Media: -12% anno su anno, dovuti al calo dei ricavi pubblicitari (-12%), da affiliazione (-7%), così come da licensing. Crescono invece del 30% i ricavi del settore Filmed Entertainment. L’Oibda adjusted della divisione DTC è pari a 105 milioni nel periodo pre-chiusura delle operazioni (1° luglio-6 agosto 2025) e 235 milioni nel post-chiusura (7 agosto – 30 settembre 2025). I risultati per la divisione Tv Media sono rispettivamente pari a 282 milioni e 540 milioni, mentre per l’area Filmed entertainement sono negativi per 36 milioni (pre-chiusura) e 13 milioni (post-chiusura).

LE PREVISIONI PER IL 2025
Il gruppo si aspetta di chiudere il 2025 con ricavi tra gli 8,1 e 8,3 miliardi di dollari (+1/4% anno su anno). Gli abbonati a Paramount+ ammontano a 79,1 milioni. Dal quarto trimestre 2025 verranno esclusi dal conteggio le prove gratuite (1,3 milioni alla fine del terzo trimestre), ma saranno contati esclusivamente gli abbonati paganti.

COSA CAMBIA NEL 2026
Per il 2026 si prevedono ricavi pari a 30 miliardi di dollari, grazie in particolare alle attività direct-to-consumer. L’Oibda adjusted dovrebbe raggiungere quota 3,5 miliardi di dollari, grazie al piano di efficienze da oltre 3 miliardi di dollari e i nuovi investimenti. Il segmento DTC dovrebbe raggiungere la profittabilità nel 2026. Sempre dal primo trimestre 2026 cambierà la comunicazione dei risultati, «per rispecchiare la riorganizzazione delle attività tra DTC, TV Media e Studios». Rientrano nelle attività Studios tutte le produzioni e le IP, comprese buona parte delle attività licensing. Il settore TV Media comprenderà le attività broadcasting e cable.

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