Alla presentazione dei palinsesti 2025-2026 non sono mancati gli annunci strutturali. Il ragionamento di Pier Silvio Berlusconi è partito dai dati. In Italia il sistema crossmediale Mediaset raggiunge una copertura netta mensile del 96% della popolazione, ben oltre YouTube (70,6%), Netflix (28,2%) e Prime Video (25,8%). Su scala europea il confronto è ancora più netto: il network integrato MFE tocca 183 milioni di utenti al mese nei sei Paesi in cui opera – Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera – contro i 146 milioni complessivi generati dalla somma di YouTube, Netflix e Prime Video negli stessi territori. A livello europeo il gruppo conta già 183 milioni di contatti mensili e oltre 55 milioni di utenti registrati. Un bacino potenziale che, considerando l’intero pubblico raggiungibile nei sei mercati presidiati, sale a 200 milioni di persone.
Infinity più Joyn: nasce l’ibrido italo-tedesco
Il cuore tecnologico del progetto è un matrimonio tra due piattaforme già esistenti nel gruppo. Come ha spiegato lo stesso Berlusconi, la scelta è caduta sul meglio di ogni Paese: l’interfaccia utente sarà quella di Infinity, il servizio streaming italiano, mentre l’infrastruttura di gestione dati e profili sarà quella tedesca di Joyn, ereditata dall’acquisizione di ProSiebenSat.1. Le due piattaforme nazionali, insieme alle rispettive declinazioni in Austria, verranno progressivamente assorbite nel nuovo prodotto unico. Il debutto è fissato per gennaio 2027. Secondo quanto riportato durante la conferenza stampa di Milano, la nuova piattaforma sarà presente in tutti i mercati i cui opera MFE.
Uno standard “premium” per la pubblicità
Al centro della proposta a inserzionisti e investitori pubblicitari c’è la promessa di misurazioni indipendenti, affidabili e trasparenti: la vera discontinuità rispetto al modello degli OTT americani, basato secondo Berlusconi su un’autocertificazione di click e visualizzazioni poco verificabile. L’obiettivo è offrire dati certificati su reach, qualità dei profili e sicurezza, in contrapposizione a un sistema, ha detto il Ceo, dove un semplice click o like si trasforma automaticamente in una visualizzazione pubblicitaria.
“Forti perché unici, grandi perché europei”
Lo slogan scelto per accompagnare il lancio della nuova MFE rovescia la retorica sovranista: la scala deve essere continentale, ma la forza – ha ricordato Berlusconi – nasce proprio dalle differenze locali. “Bisogna pensare europeo, ma restare locali“, ha sintetizzato. La strategia digitale, in altre parole, non punta a inseguire i modelli dei giganti del web con un’offerta standardizzata, ma a costruire un ecosistema paneuropeo che mantenga l’identità editoriale dei singoli mercati, informazione, intrattenimento, fiction pensati Paese per Paese, ma capaci di vivere su ogni piattaforma del gruppo.
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Pier Silvio Berlusconi, Ceo di Mfe-MediaForEurope




