Il Consiglio di Amministrazione di MFE-MediaForEurope ha esaminato i risultati preliminari non certificati per l’esercizio dello scorso anno, evidenziando una positiva performance finanziaria e una crescita significativa della propria leadership nel mercato europeo
Risultati economici in crescita
I principali indicatori finanziari del gruppo mostrano una crescita robusta: utile netto: 251 milioni di euro, con un incremento del 15% rispetto al 2023 e superiore del 60% rispetto alle stime iniziali del 2024. Risultato operativo (Ebit) Adjusted: 370 milioni di euro, con una crescita del 18% rispetto ai 302 milioni dell’anno precedente. Free Cash Flow: 343 milioni di euro, con un aumento del 23% rispetto al 2023. Inoltre, il fatturato consolidato ha raggiunto 2,949 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente.
Il gruppo rafforza la quota di mercato
Nel mercato italiano, MFE ha raggiunto una quota del 40,9%, in crescita rispetto al 38,3% del 2019, consolidando la propria posizione nonostante la forte concorrenza nel settore televisivo e digitale. La raccolta pubblicitaria è aumentata del 4,7%, con una performance superiore alle attese. Secondo Pier Silvio Berlusconi, Ceo di MFE, il gruppo continua a investire per rafforzare la propria presenza in Europa, affrontando una competizione sempre più agguerrita, in particolare con le big tech e le piattaforme di streaming, che operano con minori regolamentazioni rispetto agli editori tradizionali.
Indebitamento ai minimi
Un dato particolarmente significativo riguarda il calo dell’indebitamento finanziario netto, sceso a 692 milioni di euro, il livello più basso degli ultimi dieci anni.
Prospettive per il 2025
Guardando al 2025, il trend di crescita continua: la raccolta pubblicitaria di gennaio ha registrato un incremento dell’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sebbene il contesto rimanga incerto, l’assenza di grandi eventi sportivi internazionali dovrebbe favorire ulteriormente la stabilità del settore.
Verso un’Europa più equa per i broadcaster
Berlusconi ha sottolineato l’importanza di regole più eque per tutti gli operatori del settore, evidenziando come le big tech beneficino di vantaggi competitivi che potrebbero danneggiare l’economia europea nel lungo periodo. La richiesta alle istituzioni europee è chiara: garantire una concorrenza leale per proteggere l’occupazione e il mercato editoriale del continente.
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