Servono regole certe per l’audiovisivo: è la richiesta che produttori e broadcaster hanno rinnovato dal palco della prima edizione di KYMA – Storie che prendono il largo, a Palazzo Reale nell’ambito di Napoli Città Mondo (24 settembre 2026). Regole semplici, chiare e stabili, certezza delle risorse e del tax credit, maggiore capacità di portare le produzioni italiane sui mercati esteri e una strategia comune tra istituzioni, produttori e broadcaster sono i temi al centro degli interventi.
«La nostra industria ha bisogno innanzitutto di certezza delle norme e del tax credit – ha sottolineato Federica Lucisano, presidente Unione Produttori di ANICA –. Siamo un’industria solida e una maggiore stabilità ci consentirebbe di essere ancora di più un volano per il Paese». Centrale anche il rapporto tra istituzioni, produttori e committenti e il ruolo della Rai, come ha sottolineato Chiara Sbarigia, presidente APA: «È soltanto attraverso la sinergia tra tutti questi soggetti che possiamo rafforzare l’industria e avere la capacità di competere a livello internazionale».
Per Giampaolo Letta, vicedirettore generale Fiction e Cinema Mediaset e amministratore delegato di Medusa, «agli imprenditori servono regole semplici, chiare e soprattutto stabili per poter pianificare gli investimenti». Accanto alla certezza normativa, resta aperto il nodo della presenza sui mercati esteri: «L’internazionalizzazione rimane il tallone d’Achille dell’audiovisivo italiano: siamo molto bravi ad attrarre produzioni e acquistare prodotti esteri, ma dobbiamo imparare a ideare opere capaci di essere coprodotte e vendute all’estero. Serve un approccio di sistema che consideri l’audiovisivo un vero settore industriale e uno strumento di soft power».
Sulla stessa linea Carlo Degli Esposti, presidente di Palomar-Mediawan, per il quale «l’internazionalizzazione è un acceleratore perché permette alle imprese di crescere». Il produttore ha richiamato la necessità di «regole semplici e chiare» e, citando l’esperienza francese, ha sottolineato come un diverso sistema di rapporti tra emittenti e produttori avrebbe potuto favorire negli anni la crescita di gruppi italiani capaci di competere sul mercato internazionale.
Il tema della competitività passa però anche dalla capacità di comprendere come stanno cambiando i pubblici. Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha ricordato che «il consumo audiovisivo cresce, cambia e si diversifica, mentre dobbiamo progettare oggi le storie che il pubblico vedrà tra tre anni». Esperienze come Mare Fuori e Il Professore dimostrano, secondo Ammirati, che anche il servizio pubblico può raggiungere generazioni che utilizzano prevalentemente i device: «Per agganciare un mondo giovanile che corre bisogna partire dai contenuti e dalle storie, mantenendo un forte legame con il proprio Paese ma guardando al mondo».
Il confronto di KYMA ha coinvolto anche l’editoria, sempre più intrecciata con cinema e serialità. Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Mauri Spagnol, ha evidenziato come l’audiovisivo stia influenzando anche la scrittura e il mercato dei diritti: con la crescita delle serie, accanto alla forza della storia diventa sempre più importante la costruzione di personaggi capaci di durare nel tempo. Allo stesso tempo, film e serie possono riportare il pubblico ai libri da cui sono tratti, mentre per la Generazione Z il libro sta assumendo anche «un valore identitario e sociale».
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