Dopo un parere ricevuto dalla Corte di Giustizia europea, il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi di tutti gli operatori (Telecom Italia, Vodafone, Wind, Fastweb e Sky), che si rifiutavano di versare circa 50mln di euro richiesti da Agcom. Nel contempo, il tribunale amministrativo ha affermato che l’Authority non è più tenuta a versare soldi ad altre autorità indipendenti, nonostante lo preveda la Finanziaria 2010. In pratica, secondo le sentenze depositate il 5 marzo, la quota di fatturato che gli operatori devono versare va calcolata solo su una parte del fatturato degli operatori (quella relativa ai mercati regolamentati da Agcom) e non sul totale.
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