Il canone Rai è legittimo

«Il finanziamento da canone è perfettamente compatibile con le norme che regolano il mercato interno». È questo il parere emesso dalla Commissione Ue in risposta a un’istanza presentata alla Commissione Petizioni del Parlamento europeo dal Comitato “Libera informazione Radio Televisiva”, che ne chiedeva l’abolizione. La Commissione europea, dopo il parere espresso sul caso, ha inoltre deciso di non aprire un’indagine per “aiuti di Stato” per quanto concerne il finanziamento della Rai, dal momento che lo ritiene compatibile con le norme comunitarie. Ma si riserva, comunque, la possibilità di «chiedere alle autorità italiane di presentare una relazione» su decisioni espresse nel 2005 su un caso analogo. Secondo la Commissione, infatti, il diritto Ue «riconosce» il ruolo delle emittenti pubbliche e la libertà degli Stati di organizzare il servizio pubblico e il sistema di finanziamento. In particolare, il canone in Italia non costituisce una controprestazione per il ricevimento di servizi, né è oggetto di un contratto tra utenti e fornitori, ma rappresenta «un obbligo fiscale» collegato «al possesso del dispositivo che permette ricevimento dei programmi trasmessi». Tanto è vero, conclude Bruxelles nel parere, che la Rai «non può utilizzare i proventi del canone per finanziare attività estranee all’obbligo di servizio pubblico».

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