Il mercato digital in Italia si lega a doppio filo sia allo sviluppo delle tecnologie (vedi Banda Larga) che alla lotta contro la pirateria online, un mercato illegale che sottrae risorse e potenzialità di crescita agli operatori. Inutile ribadire l’importanza del provvedimento Agcom in questo senso. In un quadro non semplice, vi sono diversi operatori che comunque presidiano il mercato e tra questi spicca di sicuro Chili, spin-off di Fastweb protagonista di diverse iniziative e certamente oggi uno dei punti riferimento di questo mercato. Un settore, quindi, su cui si puntano i riflettori e che mostra una vitalità incoraggiante per tutto il mercato dell’entertinament; basti ricordare che a fine anno debutterà anche il servizio Mediaset Infinity che propone un abbonamento mensile a fronte di un’offerta filmica in streaming. Ma come vede l’immediato futuro appunto Chili? Lo abbiamo chiesto al suo cofondatore Giorgio Tacchia che, innanzitutto, precisa: «L’offerta di Chili è attualmente di «2.600 titoli, tutti film– lungometraggi». Chili oggi infatti ha accordi «con tutti gli studios e le major – Warner, Paramount, Fox, Sony, Walt Disney, Universal, Mgm, più tutto il comparto italiano. Abbiamo diverse promozioni in atto con vari player come Samsung, Panasonic, Esselunga, Vitasnella, Haier, Philips e Fastweb. Si tratta di differenti vantaggi che sono abbinati ai clienti di questi partner; si parte da qualche film preselezionato a un credito spendibile sul nostro servizio. E abbiamo tante altre promozioni in arrivo che non posso anticipare… ». Ma proprio sullo stato dell’arte del mercato digital Tacchia conferma :«E’ il nostro core business e sono davvero convinto che crescerà. Il 2014 sarà un anno molto importante. La pirateria è un’alternativa che sarà sempre meno interessante (Chili è associato Fapav da quest’anno, ndr), noi vogliamo offrire un servizio di qualità, a un prezzo sempre più accessibile. Oggi ci sono tanti fattori che rallentano lo sviluppo – competitor, qualità di internet, pirateria, meccanismi di protezione dei contenuti – nessuno di questi può bloccare lo sviluppo del mercato, è un dato di fatto che succederà, grazie a Chili o ad altri operatori ma succederà, basta vedere cosa ha fatto Netflix in Usa, in pochi anni. Chi cerca di rallentare sbaglia approccio, dovrebbe accelerare lo sviluppo, con una soluzione che soddisfi la domanda, piuttosto che bloccare l’offerta». Altro argomento importante riguarda la window con la quale il film diventa disponibile in digitale; Chili ha già sperimentato diverse operazioni «Oggi la finestra anticipata per la distribuzione digitale su EST (vendita) non ha ancora una “regola” precisa, dipende dalla singola major ed è differente anche sul singolo film. In alcuni casi una settimana – il caso più frequente – talvolta due. È un percorso che vogliamo continuare a fare, spingendo i film proposti in anticipo. Continueremo a promuovere questi film, sperando che si possa anche ridurre il prezzo al pubblico, oggi ancora troppo alto». © RIPRODUZIONE RISERVATA In caso di citazione si prega di citare e linkare tivubiz.it
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