Misurare l’attenzione, e in particolare in ambito Digital Video, i Social e la CTV, diventa sempre più cruciale nel contesto di mercato italiano, soprattutto se si ha come obiettivo migliorare il ROI delle campagne, ridurre le Waste Impression e, in misura minore, mantenere un CPM elevato. Sono alcune delle evidenze del White Paper pubblicato da IAB Italia sull’Attention Metrics. Il paper intende approfondire il concetto di attenzione nel settore pubblicitario, esaminando sia gli aspetti teorici che quelli pratici.
L’analisi, condotta per monitorare la crescente consapevolezza del mercato italiano sull’attenzione, ha rivelato un focus prevalentemente buyer-driven e una comprensione limitata delle metriche, soprattutto da parte dell’Offerta. Le risposte hanno evidenziato tre sentimenti distinti: “Entusiasti”, “Pessimisti” e “Attendisti”, con una particolare concentrazione su questi ultimi.
L’attenzione è una risorsa sempre più rara e soprattutto non è una risorsa statica e quantificabile, ma un processo dinamico che si snoda attraverso diverse fasi: dalla percezione iniziale di uno stimolo, all’impatto emotivo che suscita, fino alla sua elaborazione cognitiva e, infine, alla possibile traduzione in azioni concrete. L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui essa viene misurata e interpretata. Il che consente di trovare strumenti sempre più precisi per comprendere il comportamento degli utenti, ma allo stesso tempo comportano sfide per la standardizzazione delle metodologie.
Per trasformare l’attenzione in un vero e proprio valore di business, brand ed editori devono adottare un approccio strategico che integri creatività, dati e tecnologia, un approccio che oltre a valorizzare gli spazi pubblicitari richiede anche investimenti significativi in risorse e competenze.
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