IA: Disney diffida Google, da New York nuove tutele per gli attori

Nei giorni dell’accordo con OpenAI, Disney accusa Google di usare le sue IP senza autorizzazione. La posizione del sindacato SAG-AFTRA
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The Walt Disney Company ha inviato una lettera di diffida a Google accusandolo di usare materiale Disney protetto da copyright per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale. La lettera, come riporta la stampa internazionale, è stata invitata mercoledì, nei giorni in cui Disney annunciava l’accordo con OpenAI. L’accusa è di aver usato servizi e modelli di IA per sfruttare e distribuirne commercialmente copie su vari canali, da YouTube alle applicazioni Google Workspace. Le accuse riguardano diversi servizi di intelligenza artificiale generativa, come Veo, Imagen e Nano Banana. Disney dichiara che Google è a conoscenza da mesi del problema, ma che non ha intrapreso finora alcuna azione a riguardo.

SAG-AFTRA: A NEW YORK MAGGIORI PROTEZIONI
Posizione ambivalente su Disney per il sindacato degli attori SAG-AFTRA. Da una parte, il sindacato dichiara che monitorerà l’accordo con OpenAI per assicurarsi che sia in accordo con i contratti e le leggi a protezione degli attori (la partnership con Disney li esclude). Allo stesso tempo, il sindacato appoggia il colosso dei media nella diffida contro YouTube: «Ci uniamo alle obiezioni sollevate da Disney. Allo stesso tempo ci opponiamo all’abuso delle immagini di performer, sembianti e performance attraverso o suoi sistemi».

A New York, invece, si rafforzano le leggi a protezione degli artisti con l’uso non autorizzato dei sistemi di intelligenza artificiale. Proprio nella sede newyorkese del sindacato la governatrice di New York Kathy Hochul ha firmato due progetti di legge (S.8391/A.8882 and S.8420-A/A.8887-B) sostenute da SAG-AFTRA a protezione dei talent e del pubblico.

Il progetto di S.8391/A.8882 aggiorna quanto già stabilito dalla legge Right of Publicity e che proibisce l’uso della replica digitale, della voce e sembianti deceduti in opere audiovisive di espressione senza un consenso fornito in precedenza.

Il progetto di legge S.8420-A/A.8887-B impone a chi fa pubblicità di dichiarare se sia stato usato un “performer sintetico” creato digitalmente.

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