In vista della revisione del DMA – Digital Markets Act, le televisioni europee presentano le loro posizioni in merito ad alcuni temi cruciali, e in particolare sul ruolo dei sistemi operativi di tv connesse e degli assistenti virtuali all’interno del mercato europeo. In una lettera congiunta, firmata da associazioni quali ACT (televisioni commerciali europee), EBU (televisioni pubbliche europee), egta (concessionarie europee), ma anche l’italiana Confindustria RadioTV, si chiede di considerare come gatekeeper i principali sistemi operativi di tv connesse così come i provider di assistenti virtuali e, nel caso nessuno di essi soddisfi i criteri quantitativi di «avviare un’indagine di mercato sulla base dei criteri qualitativi (art. 3, par.8). Inoltre, si chiede una revisione della definizione di “utente business”, con lo scopo di designare gli assistenti virtuali come «gatekeeper». «La definizione deve essere interpretata in senso ampio, applicata in modo tecnologicamente neutro e comprendere tutti i soggetti che fanno ricorso in misura significativa alla piattaforma dei VA per raggiungere gli utenti finali».
DMA: COSA SONO I GATEKEEPER
Nel DMA “gatekeeper” si riferisce alle grandi piattaforme digitali che forniscono servizi di piattaforma di base, come i motori di ricerca, gli app store o i servizi di messaggistica. Essi possono influenzare i mercati digitali e i consumatori. Il DMA prevede per loro una lista di obblighi e divieti (per esempio il divieto di privilegiare i propri servizi a scapito di ALTRI). Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta, Microsoft sono considerati dei gatekeeper.
TV CONNESSE: UN MERCATO SEMPRE PIÙ CONCENTRATO
Secondo i dati citati dalle associazioni, il mercato dei sistemi operativi di tv connesse sta diventando sempre più concentrato: dal 2019 al 2024 la quota di mercato di Android Tv è passato dal 16 al 23%, mentre Amazon Fire OS è passata dal 5 al 12% (il dato combina i device proprietari e le licenze ai produttori tv di terze parti). Stabile, invece, la quota di Tizen OS (il sistema di Samsung) è rimasto stabile al 24%. Il crescente ruolo della connected tv nelle abitudini di consumo degli spettatori e per il mercato stesso rende cruciale attenzionare i sistemi operativi tv «assicurando un controllo adeguato che garantisca equità e contendibilità». «I fornitori di sistemi operativi CTV potrebbero avere interesse a trattenere gli utenti finali all’interno del proprio ecosistema e a limitare, per via contrattuale o tecnica, i collegamenti o i reindirizzamenti, ad esempio da un’applicazione multimediale a un’altra». «La definizione di “servizio di piattaforma fondamentale”, non dovrebbe dipendere dal dispositivo attraverso il quale viene fornito il servizio».
IL NUOVO RUOLO DEGLI ASSISTENTI VIRTUALI
La crescita dell’uso degli assistenti virtuali su device rende necessario porre l’attenzione al loro ruolo nel mercato, un ruolo che il DMA non ha potuto anticipare. «La mancata classificazione degli assistenti virtuali crea un vuoto normativo che consente ai potenti assistenti basati sull’intelligenza artificiale di diventare di fatto i “gatekeeper” dei contenuti multimediali tramite telefoni cellulari, smart speaker e servizi di infotainment radiofonico integrati nelle automobili, senza essere soggetti agli obblighi previsti dal DMA. Ciò è dovuto a una definizione restrittiva delle soglie quantitative e a una sottovalutazione della portata degli assistenti virtuali».
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