Gli Stati Uniti verso il tax credit federale

La proposta di legge, bipartisan, creerebbe incentivi per aumentare la produzione televisiva e cinematografica sul territorio US. Quali conseguenze per i tax credit internazionali negli altri Paesi?
Il Campidoglio, Washington, DC. (Photo by J. David Ake/Getty Images)

C’è un dettaglio, nelle pieghe dell’accordo che potrebbe tradursi nel via libera giudiziario della fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery, che già mette nero su bianco nuovi sviluppi della vicenda e di conseguenza il futuro della produzione audiovisiva del gruppo. Tale dettaglio riguarda l’eventuale implementazione di un tax credit federale. Nel caso venisse introdotto, Paramount-WBD dovrà aumentare nei prossimi cinque anni la quota di produzione audiovisiva negli US, oggi stimata nel 5% del totale.

La valorizzazione della produzione nazionale è al centro delle politiche dell’amministrazione Trump e in particolare di quel piano ventilato all’epoca dal suo Hollywood Ambassador Jon Voight lo scorso anno. Passato oltre un anno, l’industria audiovisiva statunitense continua, comunque, a discutere di questi incentivi, arrivando ora a una proposta al Senato.

Se l’obiettivo venisse raggiunto, sarebbe lecito chiedersi come si concilierà la spinta “protezionistica” per investire a Hollywood e dintorni con il richiamo degli incentivi fiscali e facilitazioni che i territori extra-Usa implementano da tempo proprio per attirare le produzioni internazionali sul territorio (e di conseguenza aumentare le industrie nazionali). Vediamo allora a che punto è la discussione oggi a Washington e come la politica statunitense sta affrontando la questione audiovisiva.

IL TAX CREDIT FEDERALE: UNA PROPOSTA BIPARTISAN

La più recente proposta di incentivi federali, The Motion Picture, Television, and Entertainment Revitalization Act, è a firma di un gruppo bipartisan di legislatori, che il 24 settembre l’ha presentata al Senato degli Stati Uniti. L’idea è quella di un incentivo federale per il cinema e la televisione pari al 20%. Tale incentivo verrebbe applicato come compensazione diretta alla produzione (sono esclusi i residual, mentre sono ammissibili le spese che riguardano i costi del personale di post-produzione e gli effetti speciali), cui si aggiunge un ulteriore 5% alle produzioni realizzate nelle cosiddette “zone di opportunità” o in aree rurali dichiarate sinistrate a livello federale. Il tax credit verrebbe applicato ai progetti con budget superiori al milione di dollari con il 75% delle riprese negli US. Ulteriori agevolazioni riguardano progetti che riguardano 10 o più Stati, così come produzioni indipendenti o produttori che aumenteranno la produzione nazionale rispetto a quelle internazionali “sulla base di un importo storico di riferimento”.  Sono previste, inoltre, disposizioni sulla post-produzione ed effetti visivi. Sono esclusi dal tax credit l’informazione, lo sport live, talk show, serie per il day time, contenuti per i social media, pubblicità e video corporate. Il tax credit federale sarebbe cumulabile con gli incentivi fiscali statali.

L’IMPATTO DEL TAX CREDIT FEDERALE SULL’INDUSTRIA AUDIOVISIVA STATUNITENSE

Nelle settimane precedenti la presentazione del progetto di legge, Olsberg SPI ha pubblicato uno studio sull’impatto economico di un incentivo federale alla produzione (Economic Impact of a Proposed US Federal Production Incentive). Commissionato dalla MPA (Motion Picture Association), il testo ha ricevuto l’endorsement della US Film & TV Production Coalition, associazione di rappresentanti dell’industria che riunisce, tra gli altri, lo stesso Jon Voight, la DGA (Directors Guild of America), SAG-AFTRA e la WGA. Il rapporto ipotizza che, grazie agli incentivi federali, la spesa per produzione audiovisiva USA passerebbe da 19,8 miliardi di dollari nel 2027 a 38,7 miliardi nel 2035. Senza di esse, l’andamento sarebbe decisamente piatto: da 17 miliardi a 16,6 miliardi. Nel periodo in esame, modello ipotizza un contributo all’economia in termini di valore aggiunto lordo pari a 249,1 miliardi di dollari e 125,3 miliardi di spese per la produzione aggiuntive. In termini di posti di lavoro, si prevede una media di 143.500 posti equivalenti a tempo pieno complessivamente creati e sostenuti e 133,1 miliardi di reddito da lavoro aggiuntivo.

©OlsbergSPI-Economic Impact of a Proposed US Federal Production Incentive

CALIFORNIA: TAX CREDIT ALLA POST-PRODUZIONE

Intanto, si muovono i singoli Stati. In California, il governatore Gavin Newsom ha firmato un progetto di legge (Assembly Bill 2319) per la creazione di un tax credit dedicato alla post-produzione, a supporto di montatori, artisti degli effetti visivi, musicisti e altri creativi a supporto dell’industria. Allo stesso tempo, è stata rafforzato l’attuale Film and TV Tax Credit Program, creato nel 2009 e che finora ha generato oltre 34,2 miliardi di dollari in attività economiche. Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti del Governatore, per ogni dollaro di tax credit assegnato la California ha visto un ritorno economico pari a 24,4 dollari in produzione economica, 16,14 in prodotto interno lordo e 8,6 in salari. L’estensione del programma e il successivo raddoppio (da 330 milioni di dollari a 750 milioni) ha condotto a oltre 170 progetti girati sul territorio. Il nuovo Senate Bill 186 aumenta il valore dei crediti di imposta permettendo maggiori rimborsi. Inoltre, si offre maggiore sostegno alla produzione indipendente esentando alcuni dei crediti di imposta dal limite temporaneo imposto dal 2027.

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