Per Gabriele Corsi Baudo ha declinato nella conduzione la sua etica del lavoro, indicando ai colleghi più giovani come, per farlo al meglio, contino preparazione, dedizione e rispetto per il pubblico
Qual è il segno più importante che Baudo ha lasciato al ruolo di voi conduttori?
Molti che hanno lavorato con lui mi parlano della sua etica del lavoro. Questo lo considero il suo più grande insegnamento. Noi facciamo un mestiere meraviglioso: divertente, leggero, con una forte componente artistica. Ma Pippo ci ha mostrato come, per farlo al meglio, contino preparazione, dedizione al lavoro e rispetto per il pubblico. Quando gli dicevano che era nazionalpopolare, lo prendeva come un complimento. Lo stesso faccio io, quando mi dicono che conduco un programma per famiglie.
In che cosa, invece, i programmi di oggi hanno principalmente tradito la sua eredità?
Nella ricerca spasmodica degli ascolti. Non abbiamo un indice di qualità dei programmi, ma solo di quantità. Il problema è che non sempre i programmi che registrano più ascolti sono di maggior qualità. […]
Nella realizzazione dei programmi sono più importanti i budget o le idee?
A fare una grande tv con tanti soldi, sono bravi tutti! Devi prendere un’idea e renderla appetibile e interessante. Mai adagiarsi in situazioni di comodità. Il programma fatto con gli ospiti, se non hai budget non viene bene. Sul fronte delle idee, vedo un impoverimento generale. Con Warner Bros. Discovery stiamo pensando a tanti nuovi format. La parte più bella è questa fase ideativa, guardarsi intorno, cercare nuovi spunti. […]
Qual è l’effetto della multicanalità?
L’offerta è enorme. E variegata. Un effetto positivo è quello di sviluppare una sana concorrenza, che fa bene a tutti. Ed evita di fossilizzarsi in programmi non più attuali. A me piace raccogliere nuove s‑de, sperimentare. Da qui la decisione di lasciare Le iene, dopo dieci anni: avevamo dato tutto quello che potevamo dare.
I talent show aiutano a scovare nuovi talenti o sono solo macchine da audience?
In primo luogo, è fondamentale la scrittura di un talent. Poi se hai talento, queste trasmissioni possono aiutarti ad avere visibilità. È un modo per farsi conoscere. Ti danno le chiavi di una macchina, ma la gara la devi fare tu. Alcuni si sono persi, altri hanno fatto carriera straordinaria, penso a Marco Mengoni e ai Måneskin, per esempio. […]
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Gabriele Corsi (©WBD)




