Nell’audizione di ieri in commissione di Vigilanza, l’amministratore delegato Carlo Fuortes ha difeso le nomine dei nuovi direttori dell’informazione. “L’amministratore delegato della Rai è tenuto a rispettare quanto stabilito dalla legge e dallo Statuto dell’azienda. È quanto ho fatto e farò in seguito, in autonomia quando è previsto e ricercando l’accordo con il cda quando è richiesto”, ha dichiarato. Secondo l’ad, le nomine rispondono ai criteri di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività indipendenza, senza contare la crescita della presenza delle donne (con Maggioni al Tg1 e De Stefano a Rai Sport). Sempre nel corso dell’audizione sono state illustrate le direzioni di genere, asset che già era stato messo in cantiere con i vertici precedenti nel 2019, ma che ora è stato aggiornato e dovrà ora essere ora attuato tenendo conto del mondo digitale.
Nel corso dell’audizione è intervenuta anche Marinella Soldi, presidentessa Rai, che ha ribadito la necessità di risorse adeguate e di unità di intenti: “Si tratta di fare insieme, Cda Rai e Commissione parlamentare, delle scelte e definire le priorità, in linea con la missione del servizio pubblico”. E ancora: “Servono risorse certe e adeguate, perché i conti dell’azienda non ci permettono di investire nel nuovo e al contempo di mantenere intatto l’esistente”. E ancora, Soldi ha sottolineato nuovamente la particolare natura giuridica di Rai: “La nostra azienda è una spa di interesse nazionale, dunque di diritto privato, che riveste al contempo natura di organismo di diritto pubblico, al fine della applicazione dei codici di contratto pubblici”. Un unicuum che rende ancora più complessa la gestione aziendale (per esempio, l’azienda deve sottostare al Codice dei lavori pubblici nel caso degli appalti).
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