Oltre 600 siti pirata sono stati oscurati dalla Guardia di Finanza nel corso di un’operazione partita in concomitanza con Euro 2020, Operazione Euro strike 2020. I responsabili rischiano la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa fino a 15.493 di euro.
L’operazione del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza è avvenuta su segnalazione della stessa Uefa, titolare dei diritti degli Europei Uefa 2020, che ha appunto segnalato la proliferazione di portali dediti allo streaming illegale in prossimità dei primi match.
Il 17 giugno tutti gli utenti collegati ai siti pirata hanno visualizzato “sui propri dispositivi un pannello che li avvertiva che il sito tramite il quale stavano illegalmente visionando il programma era stato sottoposto a sequestro ed i loro dati di connessione rilevati”. Tutti gli utenti riceveranno automaticamente una sanzione amministrativa per un importo fino a 1032 euro.
Lo streaming, fa sapere la Guardia di Finanza, era basato su “piattaforme informatiche di ultima generazione, alimentate simultaneamente da numerose “sorgenti di contenuti” ubicate in Europa e finalizzate alla trasformazione dei segnali audiovideo protetti da diritto d’autore in flussi dati sistematicamente redistribuiti in tutto il mondo”. Molte delle singole risorse informatiche restituivano sul browser il messaggio “Xtream Codes Reborn”, la piattaforma pirata mondiale smantellata nel 2019.
Sono state sequestrate e oscurate oltre 600 risorse informatiche tra “server di trasmissione, piattaforme di gestione, siti vetrina e siti di live streaming” ed è stato inoltre acquisito “l’elenco completo dei dati identificativi di centinaia di migliaia di illeciti utilizzatori in ambito mondiale”.
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