È uscita oggi, sul settimanale ‘l’Espresso’, un’inchiesta contro le politiche di acquisizione di film da parte di Rai Cinema, con pesanti accuse ai suoi vertici passati (viene chiamato in causa Giancarlo Leone) e soprattutto attuali, ovvero Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema. Che risponde all’inchiesta con una lunga lettera (che trovate in allegato). «Siamo al Festival di Cannes – così esordisce Del Brocco – con 5 titoli italiani tutti realizzati anche grazie agli investimenti di Rai Cinema, portando con orgoglio il racconto del nostro Paese nel mondo e il meglio della sua produzione culturale (…) Non per questo ci aspettiamo elogi, ma troviamo avvilente leggere un articolo, come quello pubblicato oggi sull’Espresso, in cui si parla di “spreco”, cosa diventata ormai un insopportabile sport nazionale quando si parla della RAI». Per il manager di Rai Cinema, «l’inchiesta dell’Espresso è carente e con errori di valutazione», ignorando i meccanismi «più elementari del mercato dei diritti tv e le normali logiche di approvvigionamento di un magazzino diritti e di utilizzo dello stesso nei palinsesti di qualsiasi televisione al mondo». Tra i dati a difesa dell’operato dell’azienda pubblica, Del Brocco ricorda: «In pochi anni siamo passati da 4.500 ore di prodotto d’acquisto utilizzato per coprire i fabbisogni delle reti generaliste ad oltre 6.200 ore, con investimenti che si sono ridotti da 215 a 145 milioni di euro». Inoltre, «affermare che “140 milioni sono una somma enorme” denota una ignoranza del contesto: sarebbe sufficiente un confronto con gli investimenti di tutti i broadcaster, nazionali e internazionali, per constatare come gli investimenti Rai siano ben al di sotto delle medie». E ancora: «L’Espresso ignora inoltre che, come da regolamento dell’Agcom in materia di contabilità separata, le risorse destinate all’acquisto di diritti di prodotto internazionale provengono dai ricavi pubblicitari e commerciali e non da risorse pubbliche. Basterebbe una semplice verifica con AGCOM per informare i lettori in modo corretto sul punto».
In allegato il testo integrale della lettera di Del Brocco
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