Doppiatori, accordo sul rinnovo del contratto nazionale italiano

Anica e sindacati hanno concluso positivamente il confronto tra le parti dopo mesi di trattative
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Mentre a Hollywood continuano le proteste di attori e sceneggiatori, in Italia si chiude un fronte di scontro, quello dei doppiatori. È stato infatti trovato un accordo tra Anica e sindacati per il rinnovo del contratto nazionale. Le trattative erano in atto dallo scorso febbraio, quando gli sceneggiatori italiani erano entrati in sciopero per rivendicare l’adeguamento dei salari fermi a 15 anni fa e il cambiamento dei ritmi di produzione che non rispettano la qualità del lavoro e della vita.

 Entro la fine del mese di settembre, il testo definitivo del nuovo CCNL vedrà la luce.

«Un accordo molto importante: così progredisce l’industria e si tutelano e adeguano i diritti dei lavoratori e dei professionisti» è il commento dell’ANICA dopo la firma dell’intesa con le organizzazioni sindacali sul Doppiaggio. Ha dichiarato il Presidente delle Imprese Tecniche ANICA, Ranieri De’ Cinque Quintili: «Siamo lieti, assieme al Delegato Giovanni Pantanella, di avere raggiunto un accordo su un contratto che ha visto una lunga e complessa trattativa. Crediamo che sia un risultato prezioso per la modernizzazione di un settore che ha visto notevoli cambiamenti, specialmente in questi ultimi anni; più che un punto di arrivo, vogliamo che sia un punto di partenza nel processo che porta a migliorare l’intero settore, di vitale importanza per la filiera cine-audiovisiva, nel rispetto della nostra alta tradizione e per promuovere nuova qualità come chiede il mercato».

L’ANICA ha ringraziato la delegazione che per mesi ha condotto e portato a conclusione questa difficile trattativa, sottolineando il contributo anche dell’avvocato Mario Fusani, di Andrea Canali, responsabile delle relazioni industriali, e dell’intera delegazione dell’Unione Imprese Tecniche. «Vivo apprezzamento» è stato espresso dal Presidente Francesco Rutelli: «è un ottimo traguardo. Confido che si accompagni ad ulteriori intese tra imprese e rappresentanze sociali, in questo momento in cui occorre condividere le soluzioni, per il bene delle industrie e del lavoro».

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