Disney e ABC sfidano la FCC: scontro aperto sulle licenze tv

La battaglia legale apre un nuovo fronte sul rapporto tra potere politico, regolazione delle frequenze e autonomia editoriale negli Stati Uniti
disney abc fccCr. Shuttershock

Disney e ABC hanno deciso di portare in tribunale la Federal Communications Commission, aprendo un nuovo fronte nello scontro tra l’amministrazione Trump e una parte del sistema dei media statunitensi. Il gruppo ha chiesto a un giudice federale di bloccare la revisione anticipata delle licenze di otto stazioni televisive ABC, sostenendo che l’iniziativa della FCC rappresenti una forma di ritorsione per contenuti e scelte editoriali non graditi alla Casa Bianca.

La causa, depositata a Washington, punta a ottenere rapidamente un’ingiunzione temporanea che sospenda il procedimento. Secondo Disney, l’intervento del regolatore costituirebbe un attacco alla libertà di espressione tutelata dal Primo Emendamento, perché utilizzerebbe il potere amministrativo sulle licenze per condizionare le decisioni editoriali di un’emittente privata.

Il nodo più delicato riguarda proprio i tempi. Le licenze delle stazioni coinvolte non avrebbero dovuto essere riesaminate prima dell’ottobre 2028, ma il presidente della FCC Brendan Carr ha disposto una verifica anticipata già in aprile. Una scelta considerata eccezionale: secondo quanto riportato negli atti, la Commissione non adottava una procedura simile da oltre cinquant’anni.

La FCC respinge però l’accusa di ritorsione politica. L’agenzia sostiene che il procedimento sia collegato agli obblighi di interesse pubblico delle emittenti che utilizzano frequenze pubbliche e a un’indagine sulle politiche di diversità adottate da Disney. Carr ha più volte affermato di voler rafforzare l’applicazione di regole che, a suo giudizio, sarebbero state trascurate per decenni.

Il contesto resta fortemente politico. Donald Trump ha più volte attaccato ABC e invocato la revoca delle sue licenze dopo servizi giornalistici e programmi ritenuti ostili. La revisione è stata inoltre disposta il giorno successivo a una nuova richiesta del presidente di licenziare il conduttore Jimmy Kimmel.

Il caso potrebbe quindi trasformarsi in un importante banco di prova per il rapporto tra potere politico, autorità di regolazione e libertà dei media negli Stati Uniti. La giudice federale Loren AliKhan ha già chiesto alle parti di definire rapidamente il calendario per esaminare la richiesta di sospensione, mentre la FCC dovrà informare il tribunale qualora decidesse di avviare formalmente una procedura di revoca delle licenze.

Fonte: Reuters

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