Ammonterebbe a 1,07mld di euro il valore dei diritti che la Lega calcio potrebbe incassare dal campionato di Serie A 2015-2018. Entro il 26 giugno la Lega convocherà la sua assemblea e decidere l’assegnazione, a meno di non azzerare il bando alla luce della polemica scatenata dai due principali broadcaster, Sky e Mediaset. Sky Italia ha infatti presentato l’offerta economicamente più vantaggiosa: 770mln di euro per il satellite (355mln) e per il Dtt (420mln), ovvero i pacchetti A e B. Mediaset ha invece proposto 306mln di euro per il pacchetto D (la base d’asta è di 234mln di euro) subordinandola però all’assegnazione di uno dei due lotti principali, per i quali ha offerto rispettivamente 350mln (satellite) e 280mln (Dtt). Fox Sports avrebbe invece presentato l’offerta più alta per il pacchetto C, 60mln, ma inferiore alla base d’asta, che prevedeva 66mln di euro. Secondo Sky, Mediaset non avrebbe potuto presentare due offerte subordinate. Secondo il capitolato di gara ogni busta deve contenere una singola e autonoma offerta che si intende acquisire. Così aveva infatti commentato Jacques Raynaud, Sky Executive VP Sport Channels e advertising: «Nel bando per la Serie A, come in tutti i bandi internazionali, ci sono regole chiare: vince chi offre di più pacchetto per pacchetto. E noi siamo certi che anche in Italia valga questo principio». Marco Paolini, direttore Marketing Strategico Mediaset, ha invece definito quello di Sky «un comportamento che non ha per niente rispettato scrupolosamente le regole, peraltro chiarissime, fissate da Antitrust, Agcom e Legge Melandri. Così come in tutti i bandi internazionali, inoltre, non è regolare presentare offerte inferiori al minimo d’asta come trapela abbiano fatto per alcuni pacchetti, Mediaset esclusa, tutti i concorrenti a capitale straniero presenti all’asta». Di certo, la Legge Melandri vieta che ci sia un unico operatore ad avere i diritti per tutte le piattaforme: spetta ora alla Lega decidere il da farsi.
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