La European VOD Coalition, l’associazione che riunisce i principali operatori del video on demand in Europa (tra loro Netflix, Paramount, Sky, Warner Bros. Discovery, The Walt Disney Company, Roku e NBC Universal) ha pubblicato il suo punto di vista in merito alla proposta di Digital Networks Act (DNA) della Commissione europea. Il position paper pubblicato da una parte sostiene gli obiettivi generali della riforma, ma chiede la revisione di alcuni elementi critici per l’ecosistema audiovisivo digitale.
Una delle preoccupazioni principali è l’introduzione di un meccanismo volontario di conciliazione per le controversie relative all’interconnessione IP tra Content and Application Providers (CAP) e Internet Service Provider (ISP). Secondo la Coalizione, il meccanismo potrebbe influenzare gli equilibri negoziali tra le parti e generare maggiore incertezza regolatoria. Si teme che la conciliazione possa sovrapporsi agli strumenti già esistenti, sia contrattuali sia giudiziari, aumentando la complessità normativa e che gli operatori di rete possano usare il quadro regolatorio per introdurre richieste economiche aggiuntive nei confronti dei fornitori di contenuti.
Perplessità anche sull’estensione del regime di Autorizzazione Generale prevista dall’articolo 9(2) che includerebbe oltre agli operatori tradizionali delle telecomunicazioni ma anche infrastrutture private come le Content Delivery Network (CDN) e i fornitori di servizi cloud, aumentando – è il parere dell’associazione – costi di compliance e complessità regolatoria, sottraendo risorse agli investimenti in nuovi contenuti europei.
Si chiede inoltre un approccio più equilibrato e una tutela esplicita della neutralità della rete.
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