Decreto Romani/1: marcia indietro sulle quote audiovisivo

Se si eccettuano la norma che impone a Sky un progressivo dimagrimento del numero degli spot, si potrebbe risolversi con un nulla di fatto il tanto vituperato decreto Romani, almeno per quanto riguarda le quote sull’audiovisivo e sui diritti residuali. Ci sarebbe infatti da parte del governo la disponibilità a ripristinare laformulazione originaria del Testo unico della radiotelevisione sulle quote di investimento destinate al settore audiovisivo e, “in qualche modo”, anche le disposizioni sui diritti residuali da corrispondere ai produttori tv. Lo ha spiegato lo stesso viceministro alle Comunicazioni, Paolo Romani, a margine della riunione delle commissioni Trasporti e Cultura della Camera, chiamate ad esprimere un parere sullo schema di decreto legislativo che recepisce la nuova direttiva Ue in materia di Interne e tv. “Aspettiamo naturalmente il parere delle commissioni competenti – ha spiegato Romani – ma siamo d’accordo a modificare il testo in modo che vengano sostanzialmente ripristinate le quote e le sottoquote previste dall’articolo 44 del Testo Unico”.
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