Nel 2026 gli investimenti globali in contenuti raggiungeranno i 255 miliardi di dollari, secondo le ultime previsioni di Ampere Analysis. Si tratta di un incremento del 2% anno su anno e di una crescita dovuta al ruolo delle piattaforme streaming globali. In particolare, i servizi streaming (su abbonamento o pubblicità) raggiungeranno una spesa pari a 101 miliardi di dollari, due quinti degli investimenti complessivi.
Gli investimenti degli altri operatori resteranno sostanzialmente stabili, aumentando quindi il divario tra il ruolo degli streamer e quello degli altri attori del mercato (a partire dai broadcaster tradizionali).
Pressione sul lato pubblicitario, cambiamento delle abitudini degli spettatori, così come incremento dei costi sono solo alcune delle sfide dei broadcaster locali davanti alla forza degli investimenti degli streamer. Anche se, spiegano i ricercatori, si notano delle differenze geografiche: negli Usa il calo della spesa dei broadcaster commerciali si deve allo spostamento degli investimenti verso i servizi streaming degli studios proprietari, mentre al di fuori degli Usa i broadcaster risultano più resilienti, tanto da prevedere un livello di spesa stabile nel 2026.
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