Dall’Europa un nuovo Regolamento sulle reti digitali

Il testo punta a sostituire il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018
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La Commissione europea ha proposto un nuovo regolamento sulle reti digitale (DNA – Digital Networks Act), «con l’obiettivo di modernizzare, semplificare e armonizzare le norme dell’UE sulle reti di connettività». La proposta di regolamento andrà a sostituire il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche del 2018 e dovrà essere presentata al Parlamento europeo e al Consiglio europeo per essere approvata. La proposta punta a creare un «efficace mercato unico dell’UE, armonizzando le norme e agevolando le imprese transfrontaliere per incentivare gli operatori a espandersi, a crescere e a innovare». Il regolamento rispetterà i principi della neutralità della rete.

Questi gli obiettivi principali:

  • agevolare la fornitura di servizi in tutta l’UE da parte delle imprese, consentendo loro di registrarsi in un solo Stato membro;
  • incentivare la creazione di servizi paneuropei di comunicazione satellitare istituendo un quadro di autorizzazione dello spettro radio a livello dell’UE anziché a livello nazionale;
  • migliorare la coerenza normativa dell’autorizzazione nazionale dello spettro radio, rilasciando agli operatori licenze per lo spettro radio di durata maggiore e rendendole automaticamente rinnovabili, in modo da aumentare la prevedibilità;
  • garantire l’utilizzo di tutto lo spettro radio disponibile rendendone più comune la condivisione tra gli operatori;
  • introdurre un meccanismo di cooperazione volontaria tra i fornitori di connettività e altri attori, quali i fornitori di applicazioni di contenuti e i fornitori di servizi cloud

Si prevede di introdurre piani di transizione nazionali obbligatori per eliminare gradualmente le reti in rame, da sostituire con reti avanzate tra il 2030 e il 2035. A questo proposito, gli Stati membri dovranno presentare i piani nazionali nel 2029. Inoltre, si prevedono «garanzie a tutela dei consumatori». Il Regolamento DNA prevede inoltre una modernizzazione del quadro normativo, «riducendo gli oneri amministrativi e gli obblighi di comunicazione» e agevolando una maggiore flessibilità. E, ancora, si punta al rafforzamento della sicurezza e alla resilienza delle reti, «limitando le dipendenze nell’ecosistema della connettività e promuovendo la cooperazione a livello dell’UE». Si parla di un «piano di preparazione a livello dell’UE che mira a far fronte ai crescenti rischi di crisi, comprese le calamità naturali e le ingerenze straniere nelle reti», così come di «un meccanismo comune per la selezione delle comunicazioni satellitari paneuropee che includerà criteri incentrati sulla sicurezza e sulla resilienza».

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