Dal videogame alla serie: IP in crescita

Ampere Analysis evidenzia la crescita dell'interesse da parte di studios e streamer per i videogame come fonte di adattamento seriale o cinematografico
Un'immagine della seconda stagione di Fallout, serie Prime Video sviluppata a partire dai giochi di ruolo della Interplay Entertainment (Photo Credit: Lorenzo Sisti / Prime © Amazon Content Services LLC)

Da The Last of Us a Fallout, il mondo dei videogame si avvicina sempre di più all’audiovisivo. Accanto ai libri, principale fonte di IP per la serialità, cresce il ruolo dei videogame. Secondo le evidenze di Ampere Analysis, infatti, i grandi studios e le piattaforme streaming sono sempre più interessati all’adattamento di video game. Dal 2019 le commissioni sarebbero cresciute di una media intorno al 30% l’anno, passando da 27 a 32, con un picco di 62 adattamenti nel 2024.

UN BACINO DI IP DA SCOPRIRE
Hollywood si è già accaparrata la maggior parte dei grandi franchise, ma – dicono i ricercatori – «diverse IP ad alto potenziale con forti credenziali transmediali non sono state ancora intercettate, rappresentando un’opportunità innovativa per quegli studios alla ricerca della prossima hit». Tra i titoli che potrebbero – secondo Ampere Analysis – essere adattati, figurano per esempio Baldur’s Gate III, Black Myth: Wu Kong, Hollow Knight: Silksong,  Sons of the Forest.

DAL GIOCO ALLA LIVE ACTION
La formula privilegiata appare essere la live-action, grazie anche al successo di titoli come The Last of Us o A Minecraft Movie. Nel 2025 il 69% degli adattamenti commissionati sono stati live-action. Solo nella seconda metà del 2025 sono stati commissionati 18 nuovi adattamenti, il 78% dei quali in live action. A essere coinvolti sono i principali attori del mercato entertainment globale: realtà come Warner Bros., Paramount, Netflix, Comcast, e Amazon si sono assicurati i diritti di 10 franchise di punta, con l’obiettivo di trasformarli o in film destinati alle sale o in serie destinate alle piattaforme streaming. Il che non significa che l’animazione sia tralasciata, nella line up 2026 Netflix ha per esempio confermato la seconda stagione di Devil May Cry, dal gioco di Capcom.

La possibilità di dare forma “live” ai personaggi del gioco, una racconto ben definito e un fandom di rilievo sono gli elementi che riflettono le potenzialità dei videogame in ambito audiovisivo.

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