Da aprile il tetto agli stipendi dei manager pubblici

Entra in vigore il 1° aprile il decreto ministeriale 166/2013 che definisce tre fasce per i tetti agli stipendi degli amministratori delegati e dei presidenti delle società controllate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef). Da domani i compensi dei manager delle società non quotate, direttamente o indirettamente controllate dal Tesoro, saranno soggetti, dunque, al tetto definito in base allo stipendio annuo del primo presidente della Corte di Cassazione (311mila euro lordi). Ma esistono tre fasce, a seconda di valore della produzione, investimenti e numero di dipendenti. Per ciascuna fascia, specifica il Tesoro, è stato fissato un limite retributivo: per gli amministratori delle società della prima fascia (Anas, Invimit e Rai) – non quotate con valore della produzione di almeno un miliardo, investimenti di 500mln e dipendenti pari a 5mila unità o più – il tetto è pari al 100% del trattamento economico del presidente della Cassazione. L’amministratore delegato deve percepire al massimo 311.658 euro lordi, mentre il presidente circa un terzo (93.497 euro).

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