Da Agcom verifiche sul racconto dei femminicidi in tv e “Falsissimo”

Agcom verificherà l’adesione al TUSMA in merito alla copertura televisiva dei recenti casi di cronaca, a partire dal “caso Garlasco” e il format “Falsissimo”
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La cronaca e le modalità di racconto passano al vaglio di Agcom. L’Autorità ha dato mandato ai suoi Uffici muovendosi su due fronti: da una parte il mondo dei social media (dilagato poi su ogni piattaforma) e il format Falsissimo di Fabrizio Corona (attivo su YouTube e non solo), dall’altra il racconto dei casi di cronaca nera sulle reti televisive.

La sera del 28 gennaio Agcom ha infatti comunicato di aver dato mandato «agli Uffici di verificare eventuali profili di competenza, con particolare riguardo alla delibera n.7/24/CONS, recante linee guida relative all’applicazione del TUSMA da parte degli influencer e al relativo Codice di condotta» in relazione alle recenti puntate del canale web “Falsissimo”. Sulla base della definizione delle linee guida di Agcom, infatti, Fabrizio Corona potrebbe considerarsi “influencer rilevante” avendo un numero di follower superiore ai 500mila iscritti e visualizzazioni medie mensili pari a un milione su almeno una delle piattaforme di social media o di condivisione video utilizzate.

Ma nella stessa seduta Agcom ha voluto puntare un faro anche sul trattamento dei casi cronaca nera nelle reti televisive. Gli Uffici Agcom sono dunque stati incaricati « di approfondire le modalità di copertura televisiva sia per gli sviluppi del “caso Garlasco”, sia per i femminicidi degli ultimi mesi, nonché di predisporre gli adempimenti necessari per la piena applicazione del Codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, adottato con delibera n.13/08/CSP. ».

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