Sul numero di gennaio/febbraio di Tivù abbiamo dato spazio alla ricerca di EBU (l’associazione dei servizi pubblici) in cui si segnalavano i rischi per l’informazione connessi all’uso degli assistenti di intelligenza artificiale (IA: ecco i rischi per i tg). Rischi sia per l’integrità delle notizie e soprattutto per la reputazione degli stessi servizi pubblici – in quanto fornitori di notizie. Accuratezza delle risposte, uso delle fonti, editorializzazione, contestualizzazione e stili delle risposte erano gli ambiti di maggiore criticità. La nuova analisi Comscore 2025 Year in Review: Setting the Stage for 2026 evidenzia ora un ulteriore (potenziale) danno, quello economico, con gli strumenti di intelligenza artificiali sempre più sfruttati dagli utenti per la ricerca di notizie, ma che non portano però alcun ritorno economico per chi quella fonte l’ha prodotta. Un tema di cui si discute da mesi e che i dati di Comscore vanno a supportare. Il paradosso è questo: mentre cresce l’audience online diminuiscono le visualizzazioni degli editori.
I DATI COMSCORE
Secondo gli analisti il 2025 ha rappresentato un anno di profonda trasformazione dei comportamenti digitali in Italia. L’intelligenza artificiale non è più una novità sperimentata dagli early adopter. I tool di Intelligenza Artificiale sono utilizzati in media 13,7 milioni di persone (+76% sul 2024), con picchi intorno ai 16 milioni tra ottobre e dicembre e una penetrazione del 35% sulla popolazione online. A dicembre 2025 ogni visitatore ha speso in media sui tool di intelligenza artificiale 73 minuti al mese, con punte di 91 minuti per la fascia di età 18-24 anni. Un giovane su due (52%) usa l’intelligenza artificiale. Il suo uso impatta sui trend dell’audience delle property di proprietà: i primi top 20 editori in Italia hanno visto un calo del 6% sul dato medio, a fronte di una crescita del 3% della total internet. Le pagine viste nel mese di dicembre 2025 hanno visto una contrazione anno su anno del 14%. «Ci troviamo di fronte a un paradosso strutturale in cui gli stessi editori, le cui fonti alimentano l’intelligenza artificiale, vedono già il proprio traffico organico erodersi», dice Fabrizio Angelini, Ceo di Sensemakers (la società ha annunciato il prossimo lancio di due nuovi sistemi di rilevazione di prossimo lancio, uno dedicato ai tool di Intelligenza Artificiale e delle campagne erogate da OTT e Streamers su CTV).
LA SOLUZIONE SOCIAL
Secondo Comscore, una soluzione per arginare il calo dell’audience dei siti di proprietà potrebbe arrivare dalla distribuzione dei contenuti sui Social Network. Come indicano gli analisti internazionali del mondo entertainment (si veda l’intervento di Evan Shapiro al MIP London) i social media diventano un canale distributivo dei propri contenuti, capaci di interagire direttamente (o con il tramite dei creator) con gli utenti. I dati Comscore indicano che, insieme all’Entertainment, i social sono una delle categorie in cui gli Italiani trascorrono buona parte del proprio tempo online (35 minuti medi al giorno). Reddit, per esempio, è la piattaforma con la maggior crescita di visitatori (+292% rispetto a quattro anni fa), anche se va evidenziato la sua crescita di deve alle citazioni dei tool di AI come una delle fonti primarie di informazioni (anche a fronte di un accordo con OpenAI per lo scraping dei contenuti, a riprova del cortocircuito di cui sopra).
«La misurazione delle audience intercettate tramite i contenuti distribuiti sui Social diventa quindi un elemento cruciale per valorizzare le audience degli editori in una vista completa, con livelli incrementali particolarmente elevati per le categorie Radio (+2164%), Entertainment (+234%) e Sport (+142%)». I ricercatori di Comscore citano, a questo proposito, il caso del Festival di Sanremo (dove entra in gioco anche il dato televisivo, fondamentale per le rilevazioni): l’ultima edizione ha raggiunto una reach cumulata complessiva di 49 milioni di Italiani, di cui 14,4 milioni tramite le property digitali e social di Rai, e 9,8 milioni raggiunti esclusivamente via Social.
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