Sarebbe presto disponibile il nuovo decreto sul tax credit. Lo anticipa Il Sole 24 ore. Il nuovo schema di decreto interministeriale riscrive il Dm 225/2024 propone un modello a buddget chiuso: una decisione che fa seguito a quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2026, con la contrazione del Fondo Cinema e audiovisivo (610 milioni per il 2026 e 500 milioni per il 2027, a fronte di 700 milioni nel 2025) e l’introduzione di un tetto massimo ai crediti di imposta per la produzione (quindi con lo stop allo “splafonamento”). Cambia in parte la componente dei costi: il limite dei compensi sopra la linea si ferma al 25% (vs 30%), con una deroga al 30% per le opere sotto i 3,5 milioni. Eliminati i costi collegati all’emergenza Covid, entra in vigore l’obbligo di assicurazione contro le calamità naturali.
COME CAMBIA IL TAX CREDIT TV E WEB
Il nuovo testo, spiega Il Sole 24 ore, prevede un taglio delle aliquote: per le opere televisive e web l’aliquota passa dunque dal 25% al 20% per il credito base e dal 35% al 30% per quello maggiorato). Le riduzioni diventano progressive per le imprese a maggiore capacità produttiva, con decurtazioni fino a 5 punti a scaglioni. Queste le aliquote per le altre tipologie di produzioni: 30% (40% in precedenza) per i documentari, 35% per l’animazione e 30% per cortometraggi e videoclip. Il tetto per opera è pari a 6 milioni, che salgono a 10 milioni in presenza di una quota internazionale. Il plafond di spesa per le opere televisive e web è pari a 15 milioni di euro.
I PUNTI DA CHIARIRE
Nei prossimi mesi il decreto potrebbe subire ulteriori interventi. Ci sono, infatti, alcuni passaggi da chiarire. Il Sole 24 ore anticipa che è previsto un monitoraggio trimestrale, ma che non si parla di come fermare le concessioni quando le risorse sono vicine all’esaurimento. Non esiste, quindi una graduatoria o una clausola di chiusura anticipata. Il controllo è demandato al produttore, che dovrà scegliere e pagare un certificatore scelto, effettuata a consuntivo (e quindi solo dopo che l’opera è stata realizzata). In fase presentiva, invece, può usare in compensazione il 70% del credito teorico. La Direzione cinema e audiovisivo si riserva genericamente un’attività controllo, ma sarebbe a campione e con risorse limitate.
IL CINEMA
Per quanto riguarda produzioni cinematografiche, l’aliquota del credito di imposta è fissata al 30% per i produttori indipendenti e al 20% per i non indipendenti. Il tetto per opera è di 4 milioni (6 milioni nel caso di quote internazionali), con un plafond di 7 milioni.
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