Calabrò chiede modifiche al decreto Romani

Lo schema di decreto legislativo Romani, che recepisce la direttiva comunitaria del 2007, non corrisponde adeguatamente alle indicazioni dell’Unione europea sulla tutela del pluralismo e della concorrenza, e mantiene la materia delle autorizzazioni, con l’unica eccezione delle satellitari, sotto il controllo dell’esecutivo. Lo ha sostenuto il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò nel corso dell’audizione di ieri davanti alla commissione Trasporti della Camera. Sono due, in particolare, le perplessità espresse dal Garante. Una riguarda la tutela dei minori, per quanto si riferisce alla norma che affida esclusivamente al comitato di applicazione del Codice media e minori, e non anche all’Agcom, il compito di proporre criteri per la classificazione dei contenuti ad accesso condizionato, che ciascun fornitore di servizi di media audiovisivi sarà tenuto ad adottare. La seconda critica riguarda il product placement e, più nello specifico, la decisione di non applicare delle norme più stringenti sulla sua disciplina: la sola autoregolamentazione non sarebbe in linea con il quadro giuridico comunitario, né con quello nazionale.

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