Botta e risposta tra Rai e Usigrai sulla presidenza

Il sindacato accusa il blocco delle attività della Commissione di Vigilanza. L’azienda: “il Presidente facente funzioni garanzia di normale operatività”
Rai, due nuove nomine

La Rai continua a operare senza un presidente, visti i continui stalli in Commissione di Vigilanza. Usigrai, il sindacato dei giornalisti, è tornato a sollecitare il rispristino delle attività.

LA POSIZIONE DEL SINDACATO 
“Da un anno la Rai è senza Presidente. Questo perché i partiti non hanno trovato un accordo su un nome che per legge deve avere i due terzi dei voti in Commissione di Vigilanza”, si legge nel comunicato ufficiale. “Per questo motivo la maggioranza di governo blocca il lavoro della commissione facendo mancare ad ogni convocazione il numero legale. È così venuta meno l’attività istituzionale di controllo, indirizzo e vigilanza sulla Rai. Bloccate le audizioni di vertici aziendali, direzioni editoriali e sindacati. Nessun confronto sull’andamento dell’azienda, nonostante il preoccupante calo degli ascolti. Il Capo dello Stato ha definito questo stallo politico “sconfortante” ribadendo che “La libertà vive del funzionamento delle istituzioni, non della paralisi” . A pagare il prezzo di questa gestione politica siamo noi cittadini. Usigrai dice basta. La Vigilanza torni in aula e dia una presidenza alla Rai”.

LA RIPOSTA DI RAI: C’È UN PRESIDENTE FACENTE FUNZIONI
Di contro, l’azienda ha ribadito il funzionamento della struttura grazie al ruolo di Presidente facente funzione esercitato – come da statuto – dal consigliere più anziano di età, in questo caso Antonio Marano. “Lo statuto Rai, come quello di molte altre aziende, prevede esplicitamente che in caso di assenza, impedimento o vacanza di carica, le funzioni e i poteri del Presidente sono esercitati dal Consigliere più anziano di età: attualmente il ruolo di Presidente facente funzione è legittimamente esercitato dal consigliere anziano Antonio Marano, che svolge i compiti (interni ed esterni rispetto all’operare dell’organo di gestione) affidati al Presidente dalla legge e descritti nell’articolato statutario in funzione ordinatoria e di controllo, di completezza informativa e di bilanciamento decisionale, oltre che di rappresentanza legale”.

Ci sarebbero, ricorda Rai, i precedenti: Francesco Alberoni (a seguito delle dimissioni di Lucia Annunziata), Alessandro Curzi, Marcello Foa (prima di diventare Presidente) e da ultimo Roberto Sergio (a seguito delle dimissioni di Marinella  Soldi).
“Sotto altro profilo, resta ferma la piena legittimità e validità, formale e sostanziale, di tutti gli atti e le deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione. Quanto affermato dal sindacato UsigRai pertanto non rappresenta nei termini statutariamente corretti la governance del vertice aziendale, specie in termini di operatività”.

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