Il mercato pubblicitario si conferma resiliente, ma subirà degli impatti a seconda di quanto si protrarrà la guerra in Medio Oriente. Massimo Beduschi, Chairman e Ceo di WPP Media Italia, ha spiegato dalle pagine de Il Sole 24 ore, come il conflitto influenzerà il mercato pubblicitario italiano. La previsione per il 2026 resta in segno positivo, ma il manager prevede un rallentamento a +5,1% (con una perdita superiore ai 150 milioni di euro) se il conflitto proseguirà per oltre sei mesi. L’impatto maggiore si avvertirà nel 2007, a causa degli effetti cumulativi di costi energetici, inflazione, calo della fiducia dei consumatori: tutte variabili che possono incidere sui budget. Se il conflitto si risolvesse entro qualche settimana la stima per il mercato pubblicitario italiano è di un +6,5% sul 2026.
Gli investimenti non si bloccano, ma aumenta la cautela: nell’ultimo mese si sono visti infatti segnali di rallentamento e in particolare sui mezzi più tradizionali. La televisione mantiene il suo peso anche grazie all’advanced tv che oggi vale rica il 20% dei ricavai e cresce a doppia cifra. È, spiega Beduschi, una tv sempre più integrata con il digitale. La stabilità attuale si deve invece alla concentrazione del mercato, con l’80% degli investimenti che passa attraverso i principali operatori, in particolare digitali. I GAMT (Google, Amazon, Meta e TikTok), in particolare, rappresentano l’85% degli investimenti sul digitale e il 70% dei loro ricavi proviene dalle piccole e medie imprese. Importante anche il ruolo dell’e-commerce, che in Italia ha superato i 65 miliardi di euro (+7%).
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Massimo Beduschi, CEO e Chairman di WPP Media in Italia e Chairman di WPP in Italia




