Il Festival di Sanremo 2026 ha prodotto un ascolto medio di 9,7 milioni di persone e uno share del 62,8%. Nel 1992 la XLII edizione produsse un ascolto medio di 15,3 milioni di persone per uno share del 60,3%. Le due affermazioni, entrambe vere (dati Auditel elaborati dallo Studio Frasi), sono solo apparentemente contradditorie. Il valore dello share è infatti calcolato sul “Totale tv”, ed è la percentuale di persone che sta seguendo i programmi emessi dalla televisione nello stesso lasso di tempo; il totale è sempre il 100%, indipendentemente da quanto numeroso sia il pubblico.
Durante il Festival di quest’anno davanti a un televisore acceso ci sono state in media 10 milioni di persone in meno rispetto al Sanremo del 1992, il che spiega lo share più alto. Anche la numerosità della popolazione italiana potrebbe essere cambiata in modo consistente. Ma non è così, la variazione tra il 1992 e il 2026 è minima. Quindi non essendo cambiata l’entità della popolazione ed essendo cambiata l’audience, il rapporto popolazione/ pubblico di Sanremo risulta inferiore di 10 punti percentuali: del 27,7% nel 1992 e del 17,1% per il 2026. La responsabilità di questa rilevante diminuzione dei pubblici non è naturalmente del Festival, al contrario esso è rimasto l’unica media event a produrre ascolti così elevati per un tempo tanto lungo sia in anni che in durata delle serate. Il Festival di Sanremo resta saldamente tra i programmi più visti, anno dopo anno, è però sbagliato forzarne le performance decretandogli successi che non ha, sbandierando classi che tecnicamente scorrette basate soltanto sullo share. Formuliamo una proposta, se proprio si intendesse evitare per spazio o semplicità il ricorso a valori assoluti come 10.204.266 spettatori, si utilizzi la percentuale prodotta dal programma sulla popolazione piuttosto che basarsi sull’instabilità del totale tv che genera share inconfrontabili.
È utile e corretto usare lo share e comunicarne il valore su un singolo evento, è fuorviante confrontarlo con altri share, anche dello stesso programma. Tanto più dopo il 2022, quando è cambiata la stessa base su cui viene elaborata la quota d’ascolto.
Dal 1° maggio 2022 infatti vengono esclusi dal Totale tv gli ascolti provenienti da emittenti, piattaforme, device con contenuti emessi da broadcaster che non aderiscono alla rilevazione Auditel. L’audience del Totale tv si abbassa e quindi lo share si alza rendendolo inconfrontabile con quello degli anni precedenti. Auditel ha elaborato un modo per consentire il confronto, lo Share k, strumento poco utilizzato e in fondo è meglio che sia così. Le abitudini e le modalità di consumo tv sono troppo mutate e per capirne la portata è molto meglio usare il rating (% sulla popolazione), un valore che dà il segno del tempo che cambia. Importante, in ne, sottolineare l’introduzione della Total audience con le visioni in diretta e in differita oltre che da televisore anche da pc. smartphone e tablet.
Per chiudere con Sanremo, oggi sappiamo quanti hanno seguito il Festival da small screen o da tv in diretta o in differita, quei 10,2 milioni citati sopra sono proprio la Total audience a 15 giorni dalla messa in onda, ma, per favore, non confrontatela col pre 2023.
Articolo pubblicato sul numero di aprile 2026 di Tivù.
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Sal Da Vinci vince il Festival di Sanremo 2026 (©Ufficio Stampa Rai)




