Parte, finalmente, l’asta frequenze: il viceministro MiSe, Antonio Catricalà, ha annunciato per la prossima settimana la pubblicazione del bando per l’asta frequenze, che necessita solo di alcune modifiche richieste dall’Unione Europea, il cui parere sul tema è arrivato dopo sei mesi. La gara, ha spiegato Catricalà, non avrà regole discriminatorie e seguirà alla lettera le indicazioni di Agcom e di Bruxelles. Difficile ipotizzare l’incasso per lo Stato data la situazione del mercato e l’impossibilità di partecipare al bando per i big player come Rai o Mediaset (sono infatti esclusi dall’asta gli operatori con tre o più mux). La cosa più importante, al momento, è uscire dall’infrazione comunitaria. Con l’approvazione del testo definitivo la prossima settimana, potrà quindi partire la procedura, che assegnerà tre lotti di frequenze con un diritto d’uso ventennale. Possono concorrere per tutti e tre i lotti solo i nuovi entranti o operatori che detengono un solo mux; quelli in possesso di due mux potranno concorrere per due. Gli operatori integrati (attivi su altre piattaforme con una quota di mercato superiore al 50% della tv pay) possono partecipare per un solo lotto.
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