Non è solo il mercato italiano a procedere verso la rilevazione degli ascolti OTT (l’8 settembre si terrà l’assemblea di Audicom), ma se l’Italia si muove sotto l’egida delle autorità e del Jic, quello statunitense si muove sulla spinta dei singoli soggetti. Sul finire dell’estate, infatti, la rilevazione degli ascolti di Nielsen vedrà delle novità all’interno della sua metodologia per quanto riguarda la fruizione televisiva. Parte invece proprio da oggi, lunedì 24 agosto, la nuova definizione di visualizzazione (view) introdotta da YouTube per quantificare i risultati dei contenuti video. Ecco le novità.
YOUTUBE INTRODUCE L’ENGAGE VIEW
A partire da oggi, 24 agosto, YouTube ha annunciato una modifica alla definizione di view, d’ora innanzi chiamata engaged view. L’engaged view rappresenta la riproduzione oltre il primo fotogramma o il clic per avviare la riproduzione. Si tratta del criterio usato dal servizio per avere diritto ai guadagni (sui contenuti pubblici). Si tratta di quello che fino a oggi veniva chiamato view (visualizzazione) e che ora va a rappresentare il momento il primo fotogramma in poi per tutti i formati video a disposizione (Shorts, Long Form, Podcasts, Live e così via), anche in autoplay dall’homepage. «Il momento in cui il video si avvia è considerato view. Se si continua a guardare per un certo numero di secondi, è un engaged view», spiega YouTube. Non vengono conteggiate come view le thumbnail, quindi un contenuto visivo con il quale non si ha alcuna interazione.
YouTube ha sottolineato che la maggior parte delle metriche è collegata alle engaged view e pertanto non cambiano i calcoli per quanto riguarda attività come CTR, AVD e Retention. Non ci sono cambiamenti per quanto riguarda l’algoritmo di raccomandazione o il programma YouTube Partner Program, basato su view qualificate da contenuti pubblici. Nel frattempo, ha ricordato invece Adnkronos, YouTube sta inoltre potenziando l’offerta Stations, feature che trasforma una playlist in contenuti sempre in livestream.
NIELSEN MIGLIORA BIG DATA + PANEL
Fresca di acquisizione di DoubleVerify e in vista della nuova stagione televisiva autunnale, Nielsen ha annunciato alcune modifiche alla metodologia di rilevazione Big Data + Panel, che combina i big data dei set-top-box e dei dispositivi smart TV con i dati dei panel di persone reali. «L’obiettivo è ottenere indici di ascolto più accurati; tuttavia, non vi è alcuna garanzia che tali modifiche comportino un aumento degli indici di ascolto», ha spiegato la società di rilevazione.
A partire dal 31 agosto verranno quindi implementate una serie di migliorie. Una di queste riguarda il co-viewing, con l’integrazione dei risultati ottenuti dai dispositivi indossabili proprietari di Nielsen («l’integrazione di questi dispositivi nel nostro processo di misurazione fornirà un quadro più accurato del numero di persone che guardano un determinato programma»). Viene poi corretta la latenza all’interno di DASH UE, la stima dell’universo di riferimento e finora basate su dati di indagine del 2024 e ora adeguate. È stato inoltre migliorato HDAM, il modello di classificazione demografica delle famiglie (si tratta di uno strumento di apprendimento automatico utilizzato per determinare la composizione demografica delle famiglie sulla base dei dati forniti dai fornitori di Big Data), così da ottenere dati più rappresentativi e che «non presentino una distorsione artificiale a favore dei residenti più anziani». Sono stati migliorati inoltre i processi di ponderazione integrata e della metodologia relativa alla popolazione ispanica (attraverso la combinazione dei dati della American Community Survey e National Hispanic Enumeration Survey), adeguata la regolazione monitorata dall’ACR (Automated Content Recognition, per tenere conto delle differenze tra le fonti misurate dai fornitori di ACR di Nielsen e quelle misurate da Nielsen nel proprio panel) e il modello Provider B Householding (che raggruppa i dispositivi di big data in singole famiglie per uno dei suoi fornitori di big data ACR).
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