Appello per un intervento europeo contro la pirateria

Realtà come Act, Canal+, Dazn, Serie A e MFE si rivolgono alla vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen e al commissario per l'equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport Glenn Micallef
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Appello collettivo di broadcaster e organizzazioni che riuniscono le principali realtà entertainment europee si rivolgono alle istituzioni UE per mettere un freno alla pirateria online dei contenuti live. La lettera (scaricabile qui) è rivolta a Henna Virkkunen (vicepresidente esecutiva della Commissione) e al commissario per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport Glenn Micallef.

La lotta alla pirateria sportiva e altri eventi live è già attenzionata dalle istituzioni, ma secondo i firmatari servono ulteriori passi avanti. «Solo nel 2024 uno studio ha mostrato che l’81% dei milioni di live stream illegali riscontrati in Europa non sono stati sospesi e solo il 3% è stato sospeso entro 30 minuti dalla notifica. I dati della prima metà del 2025 non mostrano miglioramenti», si legge. La lettera riporta anche le stime dei danni alle industrie audiovisive nei vari Paesi europei: 2,2 miliardi di euro per l’Italia, 1,8 miliardi per la Germania e 1,5 miliardi in Francia. «La pirateria erode anche le entrate da tasse che supportano i servizi pubblici e mettono i consumatori in serio pericolo dato che le piattaforme non autorizzate espongono gli utenti a malware, furto di dati e contenuti inappropriati».

LE RICHIESTE
I firmatari dell’appello chiedono una serie di misure sulla base delle 2023 Reccomandation, gli obiettivi che si era posta l’UE per affrontare la lotta alla pirateria. Si chiede, in particolare:

  • L’effettivo blocco dei contenuti illegali quasi immediatamente e comunque in un massimo di 30 minuti
  • Assicurare blocchi dinamici a livello europeo, che colpiscano tutti i domini all’interno degli Stati membri
  • Far sì che gli intermediari (tra cui host, provider Vpn, Cdn, piattaforme e app store) introducano e usino solidi protocolli KYBC (Know Your Business) per migliorare trasparenza e sicurezza

I firmatari chiedono inoltre un rafforzamento del Digital Services Act.

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