IP giapponesi (o comunque asiatiche) e ritorno del licensing: sono le maggiori evidenze del mercato globale dell’animazione visto dall’osservatorio di Ampere Analysis e presentate da Guy Bisson (Executive Director) nel corso del panel Engaging audiences today: data-driven storytelling in a fragmented market al MIA 2025. Siamo ormai nell’era post peak tv, con una riduzione degli ordini di serie (375 nel primo semestre 2024 rispetto alle 434 nel secondo semestre 2022) dovuta alla riduzione degli investimenti degli streamer, il ritiro dei grandi player e l’emergere di YouTube nell’ecosistema audiovisivo e soprattutto «come piattaforma dominante per l’animazione e i contenuti kids», spiega Bisson.
CAMBIO DI STRATEGIA
Eppure, in un mercato dove gli investimenti e le commissioni si stanno riducendo, l’animazione sembra andare leggermente meglio: tra il secondo semestre 2022 e il primo 2024 gli ordini si sono ridotti dell’8% a fronte di un -25% degli ordini scripted. Un dato che si deve soprattutto alla crescita dell’Asia, che segna un +26% negli ordini (in particolare in Giappone) a fronte di un -25% in Europa occidentale e un -39% in Nord America. L’Asia-pacifico, d’altro canto, è uno dei territori in cui le grandi piattaforme, a partire da Netflix, stanno tentando di incrementare le sottoscrizioni. Netflix, ricorda Bisson, ha operato un cambio di rotta strategico, passando dalla produzione di titoli al licensing. Tanto che, oggi, il 59% del catalogo di animazione di Netflix è composto da anime giapponesi.
IP E FRANCHISE
Anche in questo frangente le IP sono la base dei successi on screen. In Europa occidentale un terzo degli ordini di animazione si basa su IP già esistenti e in particolare su libri per bambini. L’adattamenti di IP è sostanzialmente la norma in Asia valendo il 67% degli ordini di titoli di animazione e in particolare a partire dai manga.
Cresce, poi, e in linea con le altre tendenze della produzione scripted, il ruolo dei franchise, con la produzione di “mondi” a partire dalla singola IP che si sviluppano su più titoli. Qualche esempio: l’universo DC Extended Universe vanta 25 spin-off (a partire dal 2020), South Park 19 e Lego 14. E anche i franchise a partire dagli anime seguono questa tendenza: sono 10 gli spin-off di Love Live!, otto quelli di Demon Slayer e sette quelli di Gundam, solo per citarne alcuni.
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