Al 65° Prix Italia trionfa la Bbc

Con ben cinque riconoscimenti tra tv, radio e web, la Gran Bretagna è il Paese più premiato al 65° Prix Italia, che si è concluso ieri con l’annuncio di Giovanna Milella, che per l’ultimo anno è segretario generale del Prix Italia. Quanto al nome del successore è ancora avvolto dal più stretto riserbo; è trapelato soltanto che si tratta di «una persona “di prodotto” di alto profilo internazionale». Dal nuovo segretario dipenderà anche la permanenza o meno della manifestazione a Torino. Due i premi per la Francia e la Svezia, tre per l’Italia, che vince con i siti web della rivista “Wired” e del Piccolo Teatro di Milano, oltre che con RaiEducational, che ha coprodotto “L’inquinamento della valle del Giordano” della tv giordana Jrtv. Quattro medaglie sono andate alla Bbc, che domina nella sezione documentari televisivi con “Africa-Kalahari” di Hugh Pearson e “Tim Key e il cappotto di Gogol” di Steven Rajam, una è stata assegnata a Channel 4 per il balletto “Il Natale di Matthew Bourne”. Nella sezione della fiction vince il film “E poi l’ucciso” di Lourenco de Mello, prodotto dalla portoghese Rtp. La miglior serie tv è “Veri esseri umani” di Haral Hamrelle Levan Akin per la svedese Svt.

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