Agcom: il governo può modificare la delibera sul canone frequenze

Con la delibera sul canone per l’uso delle frequenze Agcom «ha fatto la sua parte lasciando al governo la discrezionalità». Il presidente dell’Authority, Angelo Cardani, è stato ascoltato ieri in commissione di Vigilanza a proposito del tanto criticato provvedimento sul canone frequenze che comporterebbe un maxi sconto per Rai e Mediaset rispetto a quanto versato fino a oggi allo Stato. La delibera sulle frequenze è stata un atto dovuto dopo il passaggio al Dtt, ha spiegato Cardani: il governo può modificarla; anzi «ci aggiungerà del suo come è giusto che sia». La delibera suggerisce un’applicazione progressiva (in quattro anni per Mediaset e Rai, in otto per gli altri), dei nuovi criteri, che si basano sul prezzo dell’asta delle frequenze assegnate a Cairo. Il regime previsto fino a oggi, che imponeva alle emittenti di versare l’1% del loro fatturato, si riferisce al regime concessorio e non è praticabile. Agcom ha previsto un incentivo per chi realizzerà il 60% della propria copertura con nuove tecnologie e uno sconto almeno del 70% per le tv locali. Eventuali altre forme di tassazione sono di competenza del legislatore e non rientrano nei poteri di Agcom.

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