Agcom: gli Ott saranno rilevati da Audicom, ma come?

Dopo l’indagine, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni annuncia la direttiva sulla misurazione dei contenuti su piattaforme digitali. L’Sdk è la metodologia preferibile, ma non si escludono soluzioni server-to-server
Giacomo Lasorella, presidente di Agcom (©Agcom)

Gli Ott dovranno essere rilevati da Audicom. A stabilirlo è stata l’Agcom a conclusione dell’istruttoria finalizzata all’analisi delle metodologie di misurazione dei contenuti diffusi dalle piattaforme digitali per definire indirizzi e prescrizioni idonei a garantire dati di audience trasparenti, comparabili e affidabili.  Ieri, 25 marzo 2026, il Consiglio ha approvato il nuovo provvedimento, con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi, che entra nel merito della questione.

ASCOLTI OTT: COSA STABILISCE AGCOM
«La misurazione dell’audience dei contenuti diffusi originariamente ed esclusivamente in ambiente digitale» sarà quindi «effettuata dal Joint Industry Committee competente, Audicom, secondo metodologie conformi ai principi di trasparenza, imparzialità, comparabilità e verificabilità», è quanto stabilisce il provvedimento di Agcom. Una decisione che fa da apripista a livello europeo, in linea con quanto previsto dal Regolamento EU 2024/1083 (EMFA) e con i precedenti indirizzi già espressi, sottolinea l’Authorità.

SDK? SÍ MA…  
Come, però, gli ascolti Ott saranno rilevati è ancora da stabilire. Oggi Audicom usa l’Sdk di Auditel (i dati Dazn, per quel che concerne le partite di Serie A, sono diffusi da Audicom), ma quanto comunica Agcom lascia spazio ad aggiustamenti. Scrive infatti l’Authorità: «Il provvedimento individua nello standard basato su SDK unico la soluzione metodologica preferibile. Al tempo stesso, ammette il ricorso a soluzioni server-to-server, purché queste rispettino requisiti minimi rigorosi in termini di tracciamento, audit, verifica indipendente e controllo del dato». E su questo fronte, Anitec-Assinform (che rappresenta le ICT in Italia) si era già mossa per tempo per spiegare la validità tecnica di tale soluzione.

ALLA RICERCA DI UN SOGGETTO TERZO
Audicom ora dovrà individuare uno o più soggetti terzi e indipendenti cui affidare le attività di audit, controllo e verifica della metodologia adottata e «provvedere tempestivamente all’adeguamento dello statuto e della propria governance allo scopo di assicurare, in linea con l’evoluzione del mercato, una adeguata rappresentanza ai nuovi soggetti che saranno misurati».

L’ISTRUTTORIA
Il provvedimento Agcom nasce alla luce di un’istruttoria che ha coinvolto tutti gli operatori del settore  (fornitori di servizi media lineari, tra cui Rai, Mediaset, Sky, La7, e non lineari, tra cui Netflix e Amazon Prime, piattaforme OTT come Google, istituti di ricerca quali GFK, Ipsos, Nielsen e Comscore e associazioni di investitori pubblicitari, quali UPA, UNA e IAB). « La mancanza di standard condivisi e di metodologie certificate, indipendenti e verificabili, presenta rischi in termini di distorsione del mercato e tutela del pluralismo», scrive Agcom.

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