Agcom aggiorna il Sic

Il Sistema integrato delle comunicazioni coinvolge 14 mercati, che comprendono ora anche video sharing platform e social media
Giacomo Lasorella, presidente di Agcom (©Agcom)

Il consiglio di Agcom ha approvato, nella riunione del 27 ottobre, l’individuazione di 14 mercati che compongono il Sistema Integrato delle Comunicazioni (SIC) e come previsto dal Testo Unico per la fornitura di servizi di media audiovisivi. La decisione è stata approvata con il solo voto contrario della Commissaria Elisa Giomi. Si tratta di una ridefinizione del perimetro del mercato delle comunicazioni italiano che punta a fotografare in maniera più aggiornata lo stato concorrenziale dei settori.

I 14 MERCATI DEL SIC
Sono dunque 14 i mercati del perimetro del Sic che saranno «valorizzati annualmente»:

  1. mercato della stampa quotidiana nazionale
  2. mercato della stampa quotidiana locale
  3. mercato della stampa periodica nazionale
  4. agenzie di stampa
  5. radio e dei servizi di media radiofonici, lineari e non lineari
  6. servizi di media audiovisivi nazionali, lineari e non lineari in chiaro
  7. servizi di media audiovisivi nazionali, lineari e non lineari a pagamento
  8. servizi di media audiovisivi lineari e non lineari locali
  9. mercato della raccolta pubblicitaria cinematografica
  10. mercato della raccolta pubblicitaria esterna
  11. video sharing platform
  12. motori di ricerca online
  13. social network
  14. servizi di intermediazione pubblicitaria online (ad tech)

Gli ultimi quattro mercati (video sharing platform, motori di ricerca online, social network, servizi di intermediazione pubblicitaria online sono i quattro mercati aggiuntivi che vanno ad ampliare il perimetro del Sic.

IL SIC PER FOTOGRAFARE LA CONCORRENZA NEL MERCATO MEDIA
La valorizzazione annuale dei singoli mercati serve a rispondere alle esigenze di trasparenza e conoscibilità del mercato e a verificare posizioni di significativo potere di mercato lesive del pluralismo nel sistema dei media: le imprese operanti nel medesimo Sistema potranno quindi conoscere la propria collocazione all’interno dello stesso e gli eventuali conseguenti obblighi di compliance. Come è noto, la norma stabilisce dei valori soglia delle quote di mercato (inter alia 50% dei ricavi in un singolo mercato e 20% dei ricavi complessivi del SIC) per i soggetti attivi nel sistema, oltre le quali si verifica una «posizione di significativo potere di mercato potenzialmente lesiva del pluralismo» e sulla quale Agcom è tenuta ad avviare un’istruttoria per accertamento delle posizioni lesive adottando – se confermate – misure idonee.

COME È STATO AGGIORNATO IL SIC
Per individuare i singoli mercati che vanno a comporre il Sic è stata considerata la funzionalità principale dei servizi che finanziano il pluralismo nell’ambito del territorio nazionale, valutando sia le risorse economiche che finanziano direttamente i contenuti editoriali «sia quelle che, determinando l’accesso ai servizi di media caratterizzati da responsabilità editoriale o competendo per gli investimenti pubblicitari, finanziano indirettamente il pluralismo, concorrendo alla formazione dell’opinione pubblica». Agcom ha ripartito in maniera più coerente con il settore dei media «come evolutosi nel tempo» le risorse destinate a sostenerlo, ovvero gli investimenti pubblicitari (risorsa prevalente), spesa degli utenti per abbonamenti, provvidenze e il canone per il servizio pubblico.

L’aggiornamento dei parametri è anche conseguenza dell’adozione dell’European Media Freedom Act (EMFA), con il quale il legislatore europeo ha definito i “servizi di media” indipendentemente dalla piattaforma distributiva e delle fonti di ricavo.

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